100% Fitness Mag - Anno V Dicembre 2011 | Page 32

100% FITNESS MAGAZINE PEDIATRA mento infine chiede la messa al bando degli acidi grassi trans in tutta l’Ue, il cui consumo eccessivo (superiore al 2% dell’apporto energetico totale) è associato a un aumento significativo dei rischi di malattie cardiovascolari. In Italia, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato le Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, nelle quali vengono presi in considerazione le caratteristiche del menù e la qualità nutrizionale. La mensa non deve essere solo una pausa fra una lezione e un’altra, ma il luogo dove i bambini imparano a mangiare in modo sano. Occhio, dunque, alla qualità del cibo e alle porzioni, alla diversificazione dei menù in base alle diverse fasce di età. I menù devono essere vari, equilibrati, basarsi su prodotti di stagione. Vietate le doppie porzioni per evitare un apporto eccessivo di calorie. Se ci sono, a tavola, nella stessa mensa, bambini di età diverse gli operatori dovranno usare mestoli diversi per porzionare. È previsto uno spuntino a metà mattina con l’obiettivo di dare al bambino l’energia necessaria a mantenere viva l’attenzione senza appesantire la digestione e consentirgli di arrivare a pranzo con il giusto appetito. Tale spuntino deve fornire un apporto calorico pari all’8%-10% del fabbisogno giornaliero ed essere costituito preferibilmente da frutta e ortaggi. Quanto ai distributori di bibite e cibarie, la scelta va indirizzata verso prodotti salutari quali frutta, yogurt, succhi di frutta senza zucchero aggiunto. Interessante anche il contributo della Coldiretti col progetto “Educazione alla Campagna Amica”che porta alunni delle scuole elementari e medie a partecipare a lezioni nelle fattorie didattiche e ai laboratori del gusto. Il Ministero della Salute, quello dell’Istruzione e l’Istituto Superiore di Sanità infine hanno promosso nelle 2600 scuole italiane iniziative anti-obesità- i kit didattici multimediali specificatamente studiati per i piccoli “Forchetta e Scarpetta” e “Canguro SaltalaCorda”- nell’ambito del programma “Guadagnare salute” che mira alla prevenzione delle malattie croniche. UN GIOCO ONLINE PER IMPARARE FIN DA PICCOLO LA CORRETTA ALIMENTAZIONE Ha per protagonista un orsetto di nome Daddy che, attraverso diversi scenari e livelli di difficoltà, insegna ai bamb ini e ai loro genitori a scegliere i nutrienti giusti, a costruire una corretta piramide alimentare, a cucinare i cibi e a dimensionare le porzioni in modo adeguato. Disponibile sul sito http://www.orsettodaddy.it/, e’ stato ideato dalla pediatra Silvia Di Michele dell’ospedale di Lanciano grazie ad un dottorato di ricerca dell’Università Telematica Leonardo da Vinci in collaborazione con l’Università di Chieti, la Asl Lanciano Vasto Chieti, la Società Italiana di Pediatria e l’Osservatorio Chicco. Il portale on-line è distinto in due parti: una didattica, che insegna a conoscere le proprietà nutrizionali di proteine, carboidrati, vitamine, grassi, e una parte ludica, che abbina alle lezioni dei minigame intesi come strumenti di verifica di conoscenze acquisite o consolidate. Districandosi fra le varie prove, i bambini hanno la possibilità di imparare a conoscere l’importanza della colazione, l’utilità di tutti i nutrienti, la giusta frequenza degli alimenti nel corso della settimana e le calorie associate alle varie modalità di cottura. I RISCHI DELLE “DIETE FAI DA TE” Il rischio di fronte al dilagare dell’obesità è che i ragazzi approntino da soli diete improvvisate e non controllate. Dai risultati di un’indagine condotta dalla Società Italiana di Pediatria emerge che i ragazzi italiani non si piacciono e in particolare il 50,3% vorrebbe essere più magro(59,4% delle femmine). Il 25% delle ragazze ha già fatto una dieta e un altro 12% vorrebbe farla. Tra le ragazze che hanno provato una dieta, solo il 27,6% si è affidata a un medico, mentre il resto ha deciso autonomamente quali cibi mangiare e quali no, o ha seguito le indicazioni dei genitori, i consigli alimentari letti su internet o sulle riviste o l’esempio di amici. Le cose vanno solo leggermente meglio tra i maschi: il 15,9% ha già fatto una dieta e, tra questi, il 42% si è rivolto a un medico e il resto ha agito in autonomia. Quello delle diete fai da te è un fenomeno pericoloso, specie per chi è ancora in fase di sviluppo, perché i regimi alimentari utilizzati possono essere sbilanciati, oltre che risultare inefficaci a lungo termine. In realtà, un regime ipocalorico adatto per un individuo può non esserlo per un altro, per cui una dieta alimentare, se è davvero necessaria, deve essere prescritta dopo un’attenta visita e una valutazione dello stato di salute. Piuttosto che proporre diete è importante creare già nei bambini e negli adolescenti una sana cultura alimentare. C’è poi il problema del “dieting”, cioè della dipendenza dalle diete. Al ventiduesimo Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale Dietisti (Andid) è stato reso noto che il 70% delle adolescenti sono perennemente a dieta ma senza perdere peso in modo corretto e duraturo, in quanto dimagriscono rapidamente con una dieta restrittiva, ultrarigida e sbilanciata, ma ingrassano di nuovo (e anche più) durante la fase di “disinibizione”, per la forte fame creata dall’astinenza forzata di cibo, fino a creare un circolo vizioso continuo (sindrome da yo-yo) che sfocia in una vera e propria dipendenza. Una dieta che funziona non deve essere rigida e austera, ma sostenibile e piacevole, attenta anche ai gusti, alle preferenze, alla gratificazione, agli aspetti emotivi legati al significato che il cibo ha per ognuno di noi, e puntare sul risultato a lungo termine. In un bambino obeso, l’obiettivo del trattamento non è quello di ottenere un rapido calo di peso attraverso diete drastiche, ma di modificare gradualmente le abitudini alimentari a favore di una dieta bilanciata normocalorica, e lo stile di vita nel senso di un’attività fisica moderata e costante, coinvolgendo in questi cambiamenti l’intera famiglia per rinforzare i messaggi. Il trattamento deve prevedere lo sforzo combinato di pediatri, nutrizionisti, psicologi, esperti di attività fisica e genitori. 32