100% Fitness Mag - Anno IV Luglio 2010 | Page 32

Dottoressa Tea Maione Il rumore è causa di danni reversibili… N el 1700 Bernardino Romazzini, docente presso l’Università di Modena, segnalò per la prima volta in un’opera “De Morbis Artificum Diatriba”, l’esistenza del TRAUMA ACUSTICO. L’ipoacusia da danno da rumore è spesso preceduta da acufeni o fischi ad alta tonalità e altri disturbi dell’organismo. La “sordità” da rumore è la malattia professionale più diffusa in senso assoluto: quasi la metà delle rendite INAIL, sono dovute a questo tipo di problema. L’inquinamento acustico non riguarda solo i lavoratori dei cantieri e delle fabbriche ma coinvolge ogni cittadino, costantemente bombardato da emissioni sonore che provocano fastidio e danni all’organismo. L’inizio del rumore “sociale” si potrebbe datare con l’invenzione del motore a scoppio. Il rumore sociale, è dunque all’insegna di un incontrollato sviluppo tecnologico, che ha come “valore” il profitto e raramente la salute dell’uomo, oggi ci troviamo a vivere in condizioni non propriamente sane, in ambienti ecologicamente non più equilibrati dove la 32 | 100% Fitness Magazine componente rumore acustico non ha mai avuto la giusta considerazione. Il rumore nell’ambiente esterno è particolarmente grave nelle grandi città. Recenti indagini hanno dimostrato che Milano, Roma, Torino, Napoli, Genova e altre sono le città in cui il livello di rumorosità supera i 75 dB (A). Per contro, si pensi che i beduini Nabatei, sempre vissuti nel deserto giordano e quindi lontano dai rumori, hanno l’udito ben conservato. Questa constatazione è emersa in seguito a studi condotti durante una spedizione in Giordania nelle zone di Petra, Wadi Musa e Wadi Rum fino al confine con l’Arabia Saudita, dove si è accertato in primis che il rumore di fondo, in queste zone, mediamente non supera i 25 dB. Nella suddetta zona, in tutti i soggetti osservati (più di cento), pur riscontrandovi una leggera presbiacusia (abbassamento di udito per senescenza), l’acuità uditiva del gruppo dei centenari è paragonabile a quella di un quarantenne che vive in un paese industriale come il nostro. L’invecchiamento uditivo trova quindi una più corretta definizione con il termine di “socioacusia”. Il rumore acustico quindi ci danneggia, ci disturba durante il sonno, non ci per- mette di comunicare in condizioni di comoda udibilità coi nostri simili, accelera addirittura la senescenza uditiva, distrugge in modo irreversibile, soprattutto nei casi di esposizione prolungata a elevate intensità, le strutture nervose del nostro orecchio rendendoci infine sordi. Una sordità da rumore significa un danno alle strutture nervose dell’orecchio interno, che non è più reversibile!!!!! Tale danno può in parte essere recuperato solo grazie ad un idoneo approccio audioprotesico. Un soggetto esposto a rumore subisce danni uditivi, della comunicazione verbo-acustica, ed extrauditivi. I danni uditivi si possono quantificare tramite alcuni esami audiologici, in primis l’esame audiometrico, che attraverso un audiogramma ci esprimerà la perdita di decibel o ipoacusia, che può essere di grado differente. I disturbi della comunicazione verboacustica causati da rumori di vario genere, non consentono di comunicare in modo confortevole con il vicino al bar, per strada, sul tram, in autobus, in metropolitana, in casa, a scuola, sul lavoro e in quasi tutte le situazioni di vita sociali e privata.