di Salvatore Spinelli
SOCIETÀ
L’Angolo della Poesia
Q
uesto mese
desidero dedicare questa
pagina a chi non c’è più.
Mi riferisco al Pino che
per 200 anni ha visto
sfilare sotto di se otto
generazioni di sorrentini
e stranieri e oggi, a pochi
anni dalla sua dipartita,
già non lo si ricorda più.
Invece mi sembra giusto evocarlo e ricordarlo
perchè è stato l’emblema
di Sant’Agnello di cui
andavamo tutti fieri.
ADDIO PINO
Eri un PINO secolare
maestoso, bello d’ammirare
ma ora che più non ci sei
ammirarti ancora io vorrei.
Dai venti metri tuoi d’altezza
ostentavi la tua bellezza,
il tuo fusto, robusto e forte
parea sfidare anche la morte.
Ma essa è giunta puntuale
così, in modo naturale,
è bastata una malattia
e la linfa t’ha portata via.
Sei stato il grande ombrello
di tutti noi a Sant’Agnello,
ci sentivam da te protetti
e anche un poco benedetti.
Nella tua vita di due secoli
quante paure, quanti pericoli,
venti, bufere, neve, caldo
ma tu eri lì, sempre saldo.
Sei stato il protagonista
nel cuore di ogni turista
che nel mondo ti ha portato
in filmini o fotografato.
Con quattro seghe rutilanti
e con rumori assordanti
il corpo tuo hanno legato
e a pezzi l’hanno tagliato.
Forse, ora, in un camino
si conclude il tuo destino,
una volta hai dato fresco
ora scalderai qualche desco.
Sotto di te, indisturbata,
la storia patria è passata
e quando si fece l’Unità
tu, caro PINO, eri già là.
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Hai visto re e dittatori,
tante gioie, tanti dolori,
hai visto la pace, la guerra,
hai visto tremar questa terra.
Mentre il fusto s’accorciava
il nostro cuore s’angosciava,
andava via un pò di storia
di cui avrem sempre memoria.
Addio, caro, vecchio PINO
testimon del nostro cammino,
di te giammai ci scorderemo
perchè nel cuore ti porteremo.
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