100% Fitness Mag - Anno III Maggio 2009 | Page 27

S partecipa del sentimento del mondo. Vi esorto a “seguirmi”, diventando tutti “filosofi”, come scriveva Aristide Gabelli. Capire come imparare a vivere si può solo a confronto col non vivere. La filosofia non è quel che si dice «amore del sapere», ma il «sapere dell’amore» o, piuttosto, rimessa alla più antica etimologia della parola greca, è un «sapere del legame», «sapere dell’amicizia», che del legame è l’espressione più alta, perché nell’amicizia vera ci si sostiene e si dà sostanza alla propria vita civile e personale (un GRAZIE imperituro ai miei cari amici Enzo, Patrizia e Tina). Un sapere che non si insegna, ma che s’impara, non riducibile a dottrina! La legalità è legame, nasce dagli affetti, proprio là dove il desiderio si confonde col bisogno e scavalca il diritto. In questi momenti di “lamento della legalità”, c’è bisogno di legami per ripararne l’offesa. Non è un problema di comunicazione e informazione. L’illegalità è l’espressione di «legami distorti», camorristici, di una cultura che vive più vicina a noi di quanto non sia lontana negli spari delle tante “Scampia”. La regola, e qui Socrate giganteggia, è ricercare un nuovo rapporto tra legalità e legami, sapendo che non basta riformare, informare e comunicare, ma che occorre restituire la parola e dialogare. Socrate soleva interrogare direttamente un cittadino autorevole, un oratore, un politico, chiedendogli se sapeva davvero quello di cui stava parlando. Socrate possedeva un grande coraggio morale. Tutti sapevano come egli solo avesse sfidato il furore popolare seguito alla disfatta navale delle Arginuse, quando dieci comandanti erano stati condannati a morte per aver mancato di salvare i soldati che annegavano. Allora Socrate aveva sostenuto che, colpevoli o innocenti, processarli o condannarli i