100% Fitness Mag - Anno III Agosto/Settembre 2009 | Página 46
ALIMENTAZIONE
I SEGRETI DEL
CIOCCOLATO
Perché piace cosi tanto
che c’è chi non può farne a meno
N
el corso della vita ne mangiamo almeno 160 chili a testa: come ingurgitare una pila di tavolette alta 8 mt
(considerando quelle da 100 g, una sopra l’altra).
E con gusto: il cioccolato, nelle sue varianti al latte
fondente, gianduia e bianco, piace praticamente a tutti. Tant’è
vero che gli italiani consumano gran parte delle 80mila tonnellate di cioccolatini sfornati ogni anno nel nostro Paese (il resto
viene esportato): un mercato che, da solo vale oltre 900 miliardi. Produciamo poi 30mila tonnellate di tavolette e 40mila
tonnellate di creme spalmabili (tipo Nutella), una quantità
sufficiente a riempire una ventina di piscine olimpioniche.
ROBA DA MANIACI
Non a caso, forse, buttarsi in un mare di cioccolata
semiliquida è il sogno ricorrente di molti maniaci del
cioccolato: persone capaci, nei casi più “gravi”, di assaggiare 100 tipi diversi di tavolette in un giorno o
di studiare un intero menu, dall’antipasto al dolce, a
base di cacao. Un’avanguardia di cioccolatomani che ha
dietro di sé una solida base di golosi, se è vero che il 52%
dei consumatori di gelato indica il cioccolato tra i gusti
preferiti e l’80% degli italiani pensa che il cioccolato sia il
dolce buono in assoluto e lo consuma per rilassarsi.
SPECCHIO AL LATTE
Una vera febbre, insomma. Ed è in crescita. Aumentano gli scritti alle associazioni che riuniscono i consumatori più appassionati: la Compagnia del
cioccolato (fondata tre anni fa) conta 900 membri, mentre il Chococlub, nato nel
settembre scorso, ha già ricevuto 600 adesioni. I soci si incontrano, gustano le novità, visitano fabbriche, organizzano convegni a tema. Quello che stupisce è l’intensità
delle passioni evocate dal cioccolato. E’ qualcosa di più della semplice gola: il cioccolato
attrae perché è ricco di significati simbolici.
E’ infatti la conciliazione di molti opposti: è sia solido sia liquido, chiaro e scuro, dolce e amaro.
E certamente bisex, tant’è vero che si dice cioccolato parlando della tavoletta, nettamente più fredda e
dura. La scelta di un tipo o di un altro di cioccolatoè, sceondo gli esperti un ottimo indice della personalità. Si può
sostenere “dimmi che cioccolato mangi e ti dirò chi sei”: chi preferisce il fondente è di solito una persona matura, in grado
di accettare che accanto al dolce ci sia anche l’amaro e quindi di guardare ad occhi aperti la vita. In genere invece chi ama il
cioccolato al latte, e solo quello, è un tipo intransigente, severo con se stesso e con gli altri.
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