100% Fitness Mag - Anno II Giugno 2008 | Page 75

SOCIETA’ Il Veleno L’apparato Velenifero La Vipera appartiene alla famiglia dei Viperidi,che è formata da 3 sottofamiglie: Azemiopini,Viperini e Crotalini,che sono i serpenti con l’apparato velenifero in assoluto più sofisticato ed efficiente al mondo. A differenza dei Colubridi velenosi e degli stessi Elapidi (Cobra, Mamba, Serpente Corallo) che sono dotati di denti veleniferi fissi e relativamente corti, i Viperidi sono dotati di zanne mobili che aderiscono al palato in posizione di riposo,estremamente più sviluppate ed efficaci. La stessa lunghezza assicura una penetrazione più profonda e quindi più efficace, inoltre sono completamente “canalicolate”, con un orifizio di entrata e di uscita del veleno, che viene convogliato assai più efficacemente di altre specie velenose, in profondità nelle carni della vittima. Sempre per l’appartenenza alla stessa famiglia, anche la composizione del veleno della Vipera è assai simile, chimicamente, a quello dei crotali. Sicuramente stupirà il lettore comparare la “potenza” del veleno della Vipera,con quello di altri serpenti tristemente famosi nel mondo. Il parametro usato per questa “misurazione” viene detto: DL/50 (dose letale media), cioè la quantità di veleno secco che uccide la metà delle cavie “testate”nell’arco di un tempo stabilito (24 h. di solito). Per fare un esempio, la tossicità del veleno di Vipera Berus è di 0.55 mg/kg, contro quella di 1.2/2.36 mg./ kg del Serpente a Sonagli (Crotalus Adamanteus), cioè a dire: da 3 a 5 volte superiore ! Ciò è possibile perchè nella valutazione della dose letale non si può ignorare la “quantità” di veleno che un serpente è in grado di iniettare con un attacco. Se consideriamo che il Serpente a Sonagli può iniettare in un solo morso 370/750 mg di veleno, contro i soli 6/18 mg del Marasso possiamo renderci conto del perché il Crotalo sia ben più temuto (e a ragion veduta) della Vipera Berus. Questo naturalmente è significativo per l’uomo, ma, considerato che stiamo parlando di bambini, il cui peso spesso non supera i 20/30 chili,anche i “soli” 6/18 mg. del Marasso sono da considerare una “dose” di tutto rispetto. Il veleno inoculato esplica diverse azioni in prevalenza proteolitica e coagulante ma anche emolitica e neurotossica. Il quadro clinico manifestato dal soggetto morsicato dipende dalla quantità di veleno inoculato (precedente morso dell’ ofide), dalla vascolarizzazione della zona morsicata, dalla specie e dalla mole della vipera e dalle dimensioni del soggetto morsicato. Se il veleno si diffonde rapidamente l’ esito può essere fatale in poco tempo, diversamente il decorso e’ più lento. I primi sintomi sono: dolore locale intenso e frenetica della parte lesa; dopo una decina di minuti si forma un edema (gonfiore) duro,dolente, di colore rosso - bluastro che ten