SOCIETA’
Il Veleno
L’apparato Velenifero
La Vipera appartiene alla famiglia dei Viperidi,che è
formata da 3 sottofamiglie: Azemiopini,Viperini e
Crotalini,che sono i serpenti con l’apparato velenifero
in assoluto più sofisticato ed efficiente al mondo.
A differenza dei Colubridi velenosi e degli stessi
Elapidi (Cobra, Mamba, Serpente Corallo) che sono
dotati di denti veleniferi fissi e relativamente corti, i
Viperidi sono dotati di zanne mobili che aderiscono
al palato in posizione di riposo,estremamente più
sviluppate ed efficaci.
La stessa lunghezza assicura una penetrazione
più profonda e quindi più efficace, inoltre sono
completamente “canalicolate”, con un orifizio di
entrata e di uscita del veleno, che viene convogliato
assai più efficacemente di altre specie velenose, in
profondità nelle carni della vittima.
Sempre per l’appartenenza alla stessa famiglia, anche
la composizione del veleno della Vipera è assai simile,
chimicamente, a quello dei crotali. Sicuramente stupirà il
lettore comparare la “potenza” del veleno della Vipera,con
quello di altri serpenti tristemente famosi nel mondo.
Il parametro usato per questa “misurazione” viene detto:
DL/50 (dose letale media), cioè la quantità di veleno
secco che uccide la metà delle cavie “testate”nell’arco di
un tempo stabilito (24 h. di solito).
Per fare un esempio, la tossicità del veleno di Vipera
Berus è di 0.55 mg/kg, contro quella di 1.2/2.36 mg./
kg del Serpente a Sonagli (Crotalus Adamanteus), cioè a
dire: da 3 a 5 volte superiore !
Ciò è possibile perchè nella valutazione della dose letale
non si può ignorare la “quantità” di veleno che un serpente
è in grado di iniettare con un attacco.
Se consideriamo che il Serpente a Sonagli può iniettare
in un solo morso 370/750 mg di veleno, contro i soli
6/18 mg del Marasso possiamo renderci conto del perché
il Crotalo sia ben più temuto (e a ragion veduta) della
Vipera Berus. Questo naturalmente è significativo per
l’uomo, ma, considerato che stiamo parlando di bambini,
il cui peso spesso non supera i 20/30 chili,anche i “soli”
6/18 mg. del Marasso sono da considerare una “dose” di
tutto rispetto.
Il veleno inoculato esplica diverse azioni in prevalenza
proteolitica e coagulante ma anche emolitica e
neurotossica.
Il quadro clinico manifestato dal soggetto morsicato
dipende dalla quantità di veleno inoculato (precedente
morso dell’ ofide), dalla vascolarizzazione della zona
morsicata, dalla specie e dalla mole della vipera e dalle
dimensioni del soggetto morsicato. Se il veleno si diffonde
rapidamente l’ esito può essere fatale in poco tempo,
diversamente il decorso e’ più lento. I primi sintomi
sono: dolore locale intenso e frenetica della parte lesa;
dopo una decina di minuti si forma un edema (gonfiore)
duro,dolente, di colore rosso - bluastro che ten