FRUTTI ESOTICI DA PROVARE
Papaia: la sua polpa dolce, tenera e profumata è ideale quando fai sport, perché è molto ricca d’acqua (29
calorie all’etto). Se la mangi dopo la carne, facilita la digestione, perché un suo enzima, la papaina, aiuta a
sciogliere le proteine.
Alchechengi: questo frutto arancione, racchiuso da foglie quasi trasparenti, ha un sapore dolce e acidulo.
Con 40 calorie all’etto, ha una leggera azione diuretica. Si mangia al naturale oppure candito o glassato al
cioccolato.
Mango: Buccia gialla, rossa o verde e polpa di colore giallo intenso: il mango apporta carotenoidi, flavonoidi e
vitamine E. Delizioso nelle macedonie, sulle torte di frutta e nei sorbetti, si può mangiare grattugiato e condito con olio e sale.
Avocado: sotto la scorza di questo frutto, si nasconde una polpa burrosa. Piena di acidi grassi monoinsaturi, preziosi per il cuore (ma
non solo), e di antiossidanti ad azione ansietà. Unico difetto: il suo contenuto calorico. Che puoi “neutralizzare” abbinando l’avocado
a cibi leggeri.
PERCHE’ ESISTONO DIVERSI
GRUPPI SANGUIGNI?
Il tipo di sangue di ognuno di noi viene
geneticamente ereditato dalla nascita: ciò
che lo determina è l’esistenza sul globulo
rosso di alcune sostanze, dette antigeni.
Esistono 4 gruppi sanguigni: 0
(zero), A, B, e AB che si dividono
ulteriormente in base alla presenza o meno
di un altro antigene, il fattore Rhesus, (il
nome è quello della specie di primati sui
quali venne scoperto per la prima volta),
conosciuto anche come fattore Rh, che può
essere positivo o negativo.
Quello più antico, e ancora oggi più
comune, è il gruppo 0: gli studiosi sono
convinti che 40mila anni fa fosse comune
a ogni individuo, e che fosse originato dalla
dieta basata sulla caccia.
Poi, quando l’uomo cominciò a dedicarsi
all’agricoltura, variò l’alimentazione e intorno
a 25mila anni fa comparve il gruppo A.
Qualche migliaio di anni dopo, in Asia si
sviluppò il gruppo B, mentre è molto più
recente e raro l’AB.
RUTTI E FLATULENZE:
SEGNO POSITIVO?
L’aria inghiottita con il cibo si accumula nella
parte alta dello stomaco e ruba spazio al
cibo dandoci la sensazione di essere sazi.
L’aria che esce dal basso, invece, è gas
metano e anidride solforosa (da cui il
tipico odore) prodotti dai batteri del
colon mentre pasteggiano con gli amidi.
E’ un bene liberarsene.
ACQUA E FRUTTA VANNO ASSUNTI
LONTANO DAI PASTI?
E’ vero che l’acqua diluisce il succo gastrico, ma
bisognerebbe berne quantità enormi perché i liquidi,
a differenza dei solidi, lasciano lo stomaco in pochi
secondi. La frutta invece non va mangiata
prima del pasto: gonfia lo stomaco e da
la sensazione di essere pieni. Assunta alla
fine, invece, pulisce i denti perché contiene acido
citrico, una sostanza che uccide i batteri.
I GATTI AIUTANO ANZIANI, IPERTESI
E MALATI DI ALZHEIMER.
“La presenza di un micio aiuta a combattere la solitudine,
la depressione e riesce a dare anche ai malati di Alzheimer
e del morbo di Parkinson quel pizzico di felicità che li
aiuta a stare meglio e a sentirsi ancora amati”. A parlare è
Antonio Frustaglia, direttore medico dell’istituto geriatrico
Redaelli di Vimodrone, grosso centro alle porte di Milano.
Da 5 anni i suoi anziani possono, nell’ampio parco
dell’istituto, accudire e adottare una quindicina di gatti,
liberi di vivere nell’area verde. Gli incontri con gli
animali liberi sollecita il loro legame affettivo,
li stimola a farsene carico e a essere più attivi.
Anche gli animali sono seguiti: della loro salute si occupa
l’associazione Mondo gatto, chiarisce Frustaglia.
PERCHE’ SI FANNO
TRE PASTI AL GIORNO?
Lo stomaco non andrebbe mai lasciato vuoto troppo a lungo
perché l’acido del succo gastrico, sempre presente anche in
misura minore in assenza di cibo, alla lunga erode le pareti.
Siccome in media per digerire un pasto ci vogliono 8 ore, ecco
che tre pasti coprono le 24 ore dell’intera giornata (3x8=24).
Si dice che un pasto porta avanti il precedente nel
senso che, quando mangiamo s’innesca lo stimolo
a defecare il pasto di 8 ore prima.