WEBLOGfinlandia | Page 51

L’ uomo impara osservando, raccogliendo e ripetendo. L’ uomo impara dal mondo che lo circonda, impara a modificarlo e a conservarlo. L’ osservazione è correlata alla curiosità, la raccolta al desiderio e la ripetizione alla conoscenza. Partendo da questi semplici principi l’ architetto e l’ artista creano le loro opere, le loro costruzioni, danno forma concreta a un sentimento astratto. L’ istituto del Museo è la logica conseguenza di questo atto creativo, è il punto di raccordo tra i creatori e il resto del mondo. Questa è la percezione che abbiamo avuto quando siamo entrati nel grande archivio dei disegni del Museum for Finnish Architecture: la sensazione di trovarsi nel luogo di conservazione dei sogni, convertiti in segni di matita, dei grandi architetti del passato. L’ emozione di toccarli con mano, far scorrere i polpastrelli e gli occhi lungo le righe, granulose e dense, di edifici che abbiamo incontrato nel lungo girovagare per
Helsinki. L’ incontro con la casa di Alvar Aalto ci ha provocato quel bizzarro senso di stordimento che Stendhal ebbe uscendo da Santa Croce a Firenze. La sensazione di vuoto nella testa, due secondi di buio e una parola:“ Eccola”. Trovarsi di fronte a luoghi che sono stati oggetto di studio, esame, fatica e odio / amore è stordente.
Entrare in casa Aalto e sentirsi come in casa propria; essere accolti da una quotidianità inaspettata: ogni cosa al suo posto e ogni posto per una cosa, puzzle domestico perfetto. L’ occhio circondato da milioni di texture e nonostante questo riposato.
Andrea Calatroni Carlotta Berta
28