Viaggi in Lambretta - Mamma li turchi (2012) | Page 145

Che dire, l’ ultimo giorno siamo quasi in uno stato di trans… c’ è stato un calo di tensioni, ora non vedremo più niente di nuovo, niente da scoprire, la vacanza in realtà è finita ieri sera quando ci siamo addormentati sul ponte del traghetto insieme ad altri due mezzi barboni e ora si tratta solo di rientrare piano piano nella normalità delle cose… paesaggi, modi di fare, tempi… Sul traghetto il viaggio fila liscio e ce ne stiamo tutto il tempo a ciondolare in qua e là al sole sul ponte… arrivati ad Ancona ci rendiamo subito di un grosso problema: ieri sera, dovendo fare tutta una tirata con la paura di perdere il traghetto siamo arrivati corti con la benzina, entrambi siamo quasi a secco, ma il vero problema è che non abbiamo più olio per fare miscela e essendo domenica i benzinai sono aperti solo con il self service! Questo è un problema non da poco e infatti rischiamo seriamente di rimanere a piedi… io sono costretto a usare il litro di emergenza che ci portiamo sempre dietro e Marco ci va vicinissimo. Come al solito San Culo ci protegge dall’ alto e dopo una ventina di chilometri, quando i nostri motori stavano già strizzando le ultime gocce dai serbatoi troviamo in superstrada un benzinaio semiaperto che ci vende una confezione di olio… siamo salvi! Non dovremo suonare tutti i campanelli di Ancona in cerca di olio per miscela… Abbiamo perso un bel po’ di tempo… il sole cala velocemente e ci rendiamo conto che ci troveremo sulle stradine tortuose dell’ appennino a buio pesto… perfetto! Ripartiamo e da qui il cervello si stacca… non ci ricordiamo neanche che strada abbiamo fatto, come degli automi viaggiamo senza mai fermarci non curanti dei d