VENTOTENE 80 December 2021 | Page 79

1945 : “ Prometto che sempre veglierò su Ernesto e lo aiuterò modestamente nelle mie possibilità ”. Sarebbe anacronistico esigere il linguaggio delle culture attuali . Piuttosto , l ’ apparente contraddizione è occasione per estrarre da storie tanto lontane e singolari nuove domande . Un esempio : la polisemia della cura , concetto-chiave per una descrizione del vissuto di Ada e Ursula , è oggi terreno per interrogare sul futuro la società nel suo insieme , il femminile e il maschile .
Della presenza e del loro agire a Ventotene rimangono segni negli scritti di Spinelli , in epistolari , opere letterarie , oltre a carte in archivi diversi .
Ventotene , la piccola isola dalla “ gran voce ” - il vento che spazza le sue vie e “ le fa suonare come canne d ’ organo ” ( Paganelli , 1975 ) - , ospitò un numero enorme di confinati : ottocento , con trecento guardie , fra 1942 e ‘ 43 . Fino agli anni Novanta era quasi priva di tracce fisiche del loro passaggio : distrutte le baracche , appena “ una piccola targa su un pezzetto di muro bianco ”; un ’ assenza che ha reso “ inquietante ” la “ cancellazione della memoria del confino ”( Ramondino , 1998 ). Delle due donne nemmeno i nomi . Si conobbero a Ventotene nel 1939 , quando la polizia del regime fascista le autorizzò a raggiungere i mariti , Ursula con la prima figlia in luglio , Ada in dicembre , in un clima appesantito dalle difficoltà materiali della vita dei confinati , alle prese con la scarsità di cibo e i contrasti fra i gruppi politici . Per Ada ed Ernesto comincia a Ventotene la convivenza matrimoniale . Dai diari di Spinelli e da fuggevoli riferimenti nei diari di altri confinati appaiono immagini dell ’ una o dell ’ altra , di Ursula anche la bellezza - “ Davvero , aureole e nimbi attorno al suo corpo ” - , cui corrisponde la descrizione della tristezza di Colorni in un giorno in cui la “ moglie bionda è in procinto di partire ”. ( Paganelli , 1975 ).
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