monianza del processo di elaborazione di idee e progettualità politica . Stupisce la rete di relazioni della clandestinità , che Ada gestisce , insostituibile collegamento fra il carcere e gli antifascisti liberi . A lei Ernesto affidava messaggi , a lui Ada inviava trascrizioni di brani di economia e lezioni di matematica , di cui fruivano anche i compagni di prigionia ( in mancanza di carta e penna , scrivevano esercizi sui vetri col dito ). Degli accadimenti esterni Ada gli dava conto , attenta al quadro internazionale , verso la fine degli anni Trenta – guerra di Spagna , l ’ esplosione dei nazionalismi fino alla guerra ...
Ricorderà Vittorio Foa , uno dei compagni di Ernesto : “ Quando veniva a trovare Ernesto , era per tutti noi come entrare in comunicazione col mondo ”; trasmetteva “ una carica vitale che ci rappresentava tutte le possibilità ” ( Braga Vittori , 2017 ). Il loro legame affettivo fu di grande intensità ; il matrimonio , celebrato in carcere nel 1931 , solo dal 1939 cesserà di essere “ putativo ”, secondo la scherzosa definizione di Ernesto . Dopo la morte del marito , diverrà la custode del prezioso fondo archivistico Salvemini-Rossi , che ha attraversato controversie politiche , oggi al sicuro a Firenze .
C ’ è voluto tempo per rompere l ’ involucro di “ mogli di ”, che ha lasciato in ombra il protagonismo di Ada e Ursula nella storia dell ’ utopia federalista . Se Emma Bonino , commemorandola , volle ignorare l ’ uomo con cui Ada aveva condiviso speranze e lotte , non poche fonti restituiscono di lei l ’ immagine della compagna intelligente , protettiva , infaticabile staffetta . Anche una mente illuminata come Gaetano Salvemini le tributa stima e affetto in virtù della cura con cui affianca l ’ amato “ burattino ” - soprannome affettuoso di Ernesto , nelle “ Lettere dall ’ America ”( Salvemini , 1967 ). Ed è lei stessa ad assecondare le ragioni dell ’ elogio di Salvemini , nel
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