tempo passato è stato sperimentato nella rammemorazione .... In esso ogni secondo era la piccola porta attraverso la quale poteva entrare il messia ” ( Tesi XVII B ).
In questa prospettiva la rammemorazione è il percorso che conduce alla qualificazione della “ presenza ”.
Il luogo che questo progetto è chiamato a costituire non deve essere un memoriale fine a sé stesso , ma l ’ occasione viva per un ’ esperienza consapevole di presenza . Cosa vuol dire essere davvero “ presenti ”? È il risultato di una alchimia che consente di esperire una coesistenza non retorica di presente e di memoria , da tenere in misura , con la mano , come atto fondamentale di cultura . Il Latino prae-sum indica , in prima istanza , la capacità e l ’ atto di ‘ stare al cospetto ’. Stare dinanzi a qualcosa , o a qualcuno , implica , letteralmente , una presa di posizione : stare davanti ’ implica una relazione di reciprocità . Ciò che ci sta dinanzi , letteralmente , ci riguarda – e quindi , inevitabilmente , ci trasforma .
Dar vita ad un luogo della presenza , equivale a definire una scelta non casuale : uno spazio di consapevolezza , e di interrogazione radicale su quello che , davvero , ‘ ci riguarda ’, in quanto uomini e donne , ed in quanto collettività . In questo senso , inevitabilmente , e nel senso più alto , un fatto ed un atto politico .
In questo caso , per la presenza forte e immanente di una memoria di reclusione e dolore , la rammemorazione ha implicato anche il confronto con una possibile soluzione della pesantezza di questa memoria . Non tanto nel senso di una sua “ redenzione ”, quanto piuttosto di una sua soluzione : la possibilità di sciogliere l ’ orrore che ha condotto all ’
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