Santo Stefano dove per duecento anni , dal 1795 , il carcere borbonico ha recluso , a fianco dei detenuti comuni , patrioti , giacobini , padri risorgimentali e successivamente , nell ’ Italia unitaria e nel ventennio fascista , dissidenti e padri della Costituzione italiana che furono guida , dagli Anni Cinquanta , per l ’ illuminato direttore Eugenio Perucatti .
In entrambe queste isole italiane , poste di fronte alla costa tirrenica e sul confine tra le regioni Lazio e Campania , possiamo riconoscere una esplicita , chiaroveggente e condivisibile critica dell ’ esperienza totalitaria che ha investito il Novecento continentale dopo la prima guerra mondiale , così come una tessitura di principi umanistici e visioni politico istituzionali che mostrano , a distanza di ottant ’ anni , la loro rilevanza e la loro attualità .
Conservare e tramandare alle generazioni future la memoria di questi luoghi , che anche a causa della marginalità territoriale sono incorsi in fenomeni di abbandono e oblio , rappresenta un processo imprescindibile e un impegno costante .
Nel programma per il recupero della memoria storica recente di questi luoghi si individuano tre grandi principi che possono ispirare il progetto per una visione integrata dell ’ Europa possibile .
I Diritti Umani – Libertà , di azione e di pensiero critico , la dignità umana , lo Stato di diritto , la solidarietà , la giustizia , la cooperazione internazionale . Così come le ombre e le ambiguità che percorrono la storia della concezione della pena tra riparazione e riabilitazione che ha accompagnato l ’ istituzione carceraria .
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