UFOCTLINE N.10 Luglio - Agosto 2013 | Page 13

Pagina 13 AVVISTAMENTI STORICI IN SICILIA

Pagina 13 AVVISTAMENTI STORICI IN SICILIA

IR 3: 1960, il caso Cianci

Alle 22:00 circa del 19 maggio 1960, il gioielliere Salvatore Cianci, assieme alla moglie, percorreva in auto( un ' alfa romeo Giulietta) una strada solitaria alla periferia ovest di Siracusa. Era una notte splendida, tipicamente primaverile. Ad un tratto scorse davanti a lui, a una distanza di circa 25 metri, un individuo che veniva incontro all ' auto camminando lungo il margine destro della carreggiata, ai bordi di un muretto che in quel punto separava la strada dal campo adiacente. L ' individuo aveva un aspetto strano: indossava una tuta di color rosso arancione, di foggia simile a quella dei meccanici, ma linda e lucida; la testa era ricoperta da una sorta di casco di sostanza trasparente, nel cui interno si notavano come delle " fiammelle che però non si muovevano ". Il volto non era visibile. Le braccia sembravano più corte del normale; non furono notati " molto bene " i piedi. Quando l ' auto stava per incrociare lo strano essere, questi si spostò di colpo verso il centro della strada agitando le piccole braccia come per invitare l ' autista a fermarsi. Il Cianci, per non investirlo, dovette sterzare bruscamente passando a non più di 50 centimetri da lui. L ' auto proseguì la sua corsa fino alle prime case dell ' abitato, poco distanti. Il gioielliere fermò la macchina sperando di incontrare qualche passante, ma non c ' era nessuno; allora ebbe l ' idea di tornare indietro, ma la moglie, in preda allo spavento e quasi piangente, lo esortò invece ad andare subito a casa( Siracusa). Per timore di non essere creduto e di cadere nel ridicolo, il Cianci aveva deciso di non raccontare a nessuno la sua avventura, ma la moglie si confidò con il figlio Rosario, e nel giro di pochi giorni la notizia si diffuse e arrivò alla stampa. I due testimoni furono interrogati, oltre che dai carabinieri e dai giornalisti, anche da un colonnello della Difesa venuto da Roma. Costui, dopo essersi fatto raccontare la storia in tutti i suoi particolari, raccomandò di tenere segreta la cosa, ma ciò non fu possibile. Dieci giorni dopo l ' accaduto giunse a Catania il giornalista Franco Brancatelli con tre colleghi. Accompagnati dal Cianci, essi fecero un sopralluogo nel punto dell ' avvistamento. Nel campo al di la ' del muretto di cinta della strada fu scoperta una zona erbosa completamente bruciata, di forma pressoché circolare e del diametro di circa trenta metri. Ai suoi bordi si trovavano le carogne di due animali, un cane ed un uccellino; l ' esame indusse a ritenere che la morte poteva risalire ad un decina di giorni prima, vale a dire proprio al periodo dell ' incontro con il misterioso individuo; dato il tempo trascorso e dato che era piovuto diverse volte, le due carogne avrebbero dovuto risultare in stato di avanzata putrefazione; invece erano completamente essiccate. La bruciatura della zona circolare non riguardava solo i fili d ' erba, ma anche il terreno. Un esperimento compiuto sul posto dando fuoco a dell ' erba rivelò che l ' incendio carbonizzava la vegetazione ma non il suolo e che la propagazione delle fiamme si diramava lungo direttrici irregolari e non secondo un cerchio; non si riuscì a riprodurre, insomma la traccia rinvenuta nel campo. La perlustrazione portò anche alla scoperta, a breve distanza dalla zona bruciata, di alcune orme circolari che sembravano prodotte da una calzatura rotonda; le orme profonde circa 10 centimetri e larghe circa 15, risultavano mischiate ad impronte di scarpe da uomo e di zoccoli di bovini, e terminavano in un cespuglio. Un campione di terra bruciata fu prelevato ed inviato ad un laboratorio chimico di Trieste, ma l ' esame non rivelò alcuna anormalità.
Il giornalista Franco Brancatelli e Socio emerito del CUN Sicilia, si occupò personalmente del caso intervistando I testimoni ed effettuando un sopralluogo.
DAL LIBRO“ UFO IN ITALIA- periodo 1955- 1972”, Ed. UPIAR Con il passare degli anni il Sig. Cianci non ha mai smentito la sua testimonianza e si e ' sempre dimostrato disponibile a collaborare con gli ufologi. " Ricordo il fatto come se fosse accaduto ieri sera- sostiene- e sono certo che non lo dimenticherò mai ". L ' onestà, l ' equilibrio e la buona fede del testimone sono sempre apparsi fuori discussione a tutti coloro che hanno avuto modo di intervistarlo. Sulla natura del misterioso oggetto incontrato e ' difficile tuttavia pronunciarsi. Anche se la descrizione( tuta lucida e casco luminoso) tendono a far considerare la natura ufologica, e anche se quest ' ultima sembra corroborata dalle tracce rinvenute dai giornalisti catanesi, resta pur sempre vero che nessun UFO fu visto quella sera ne ' dai coniugi Cianci ne ' dagli abitanti della zona. E tutto sommato una spiegazione banale e ' sempre possibile. Come si legge dal " Corriere Lombardo " del 16-17 gennaio 1964 in un articolo a firma di V. A. Castiglioni, di sera, alla luce dei fanali di un ' automobile in movimento, e ' facile che gli oggetti vengano travisati, e un tale che se ne va per i fatti suoi lungo la strada, magari vestito in un modo un po ' eccentrico, può venire scambiato per un essere fuori dall ' ordinario. Un po ' di fantasia, aggiunge l ' articolista, " avrebbe potuto ispirare, inconsciamente, i particolari più strani ". Quanto al cerchio di erba e terra bruciata, fatta salva l ' attendibilità di chi lo scoprì dieci giorni dopo l ' incontro, si può sempre pensare al residuo di un falò acceso da un contadino, o dalla burla di qualcuno che, al diffondersi della notizia dell ' avvistamento, si sia divertito a costruire delle tracce ad hoc. Lo stesso dicasi per le orme circolari di passi e per le carogne dei due animali( che potevano essere li ' da molto tempo, essiccate dal sole dopo il naturale processo di putrefazione). Il caso Cianci ebbe una certa eco anche all ' estero. Il Vallee lo ha incluso al n. 506 del suo famoso catalogo di atterraggi pubblicato in appendice al libro " Passport to Magonia( Regnery Chicago, 1969). Citando come fonte la rivista britannica " Flying Saucer Review "( n. 4 / 1964, pag. 20), l ' ufologo francese scrive che l ' essere visto dal Cianci avrebbe avuto, al posto delle braccia, qualcosa di simile a piccole ali. Questo particolare, come si e ' constatato, non compare nella testimonianza diretta del Cianci, ed e ' quindi lecito considerarlo un " abbellimento " giornalistico. La storiella delle piccole ali comparve infatti in un articolo pubblicato sul " Corriere della sera " del 31 maggio 1960, ed e ' presumibilmente da tale quotidiano che, attraverso una versione giornalistica francese, essa arrivo ' alla Flying Saucer Review ed infine al catalogo Valée. In aggiunta a ciò che e ' scritto in Ufo in Italia, da notare la storia del colonnello che in puro stile " Cover up " consiglia il Cianci di non divulgare la notizia.