FABIO CUOMO
Fabio Cuomo, polistrumentista
da sempre attivo nel circuito
underground genovese, pub-
blica “Sette studi tra quiete e
inquietudine”: musica stru-
mentale sperimentale composta
e suonata in totale autonomia,
i cui ingredienti sono per lo più
la musica ambient, jazz, classi-
ca, drone e progressive
Vorrei capire fin da subito per-
ché hai deciso di concentrare la
tua ricerca musicale di questo
periodo su un tema come l’in-
quietudine
In realtà quello che ho voluto qui
dipingere non è soltanto l’inquie-
tudine, ma il rapporto tra la quiete
e quest’ultima; due concetti molto
più mescolati e interdipendenti di
56
quanto possa sembrare ad un’ana-
lisi superficiale. Diciamo che ho
sentito l’esigenza di scrivere i sette
brani in questione per “raccon-
tare” lo stare dell’uno dentro l’al-
tro….. per spiegare meglio il con-
cetto dico spesso questo: ”Spesso
una persona è quieta solamente
perché sa gestire la propria in-
quietudine, e spesso una persona
decido di esprimere e che sen-
sazioni voglio dare nei vari mo-
menti della composizione e nel
suo complesso. - Decidere gli
“ingredienti” da usare; ossia scel-
go che strumenti, suoni, effetti,
tipo di produzione ecc… usare
a seconda della prima fase; e so-
prattutto nel caso di synth e suoni
sintetici “creare” dei suoni ap-
è inquieta solamente perché non
sa gestire la propria quiete”.
I tuoi brani spesso partono dal
pianoforte e poi prendono deri-
ve difficili da prevedere. Ci puoi
spiegare come componi?
Il mio modo di comporre si può
dividere in tre fasi: - Decidere
i “gusti” che si vogliono ottene-
re; ossia mi chiarisco bene cosa
57