TRAKS MAGAZINE TRAKS MAGAZINE #15 | Page 42

Per noi l’alibi è un altro- ve che ci serve per respi- rare, per riappacificarci, come un suono che vie- ne da lontano. Le parole sono importanti e amia- mo estrapolarle dal loro contesto e inserirle in uno nuovo, a volte affine a volte arbitrario. Questo è il nostro alibi. L’album stesso ha fisicamente un lato A e un lato B. Ogni nostro brano è caratte- rizzato da giochi di pa- role, doppi significati e dietrologie varie che cercano di sdrammatizzare. Un linguaggio che definiremmo “an- ti-infarto” o, come diremmo qui a Bologna, “antismalvino”. Dichiarate di esservi buttate nel disco “senza rete”: come è andata la lavorazione dell’album? Abbiamo registrato allo Studio Spaziale di Bologna cercando di privilegiare la parte più emozio- nale a quella tecnica perché è il valore aggiunto che riteniamo di avere. Questo ha comportato ria e l’altra al basso. Non sapevo che sapessero suonare. Purtroppo realizzai subito che come me non sapevano suonare, ma ci eravamo già lanciate, incoscienti e aiutate dall’alcol, in una devastante inter- pretazione di Venus e Satisfaction. I: Ecco! Tra una laurea, le lasagne e un po’ di rock, sorsero così le mitiche Hen, naturalmente sui fa- mosi colli punk di Bologna. Qual è il vostro “Alibi”? Quali sono le motivazioni del titolo del disco? 42 anche delle imprecisioni, noi le chiamiamo “sporchitudini”, che in certi casi sono volute, si ispira- no al mood degli anni ‘60 dove alcune inesattezze erano mante- nute per ricreare le atmosfere che potevano nascere in un clima live. Queste sporcature erano aiutate dal suono del vinile ma erano im- precisioni che hanno in sé un loro fascino. Ci siamo date il permesso di mantenerle perché anche l’erro- re ha la sua bellezza. E dall’errore nasce l’alibi. Abbiamo cercato di trasformare i nostri limiti in un valore aggiunto, in una nostra componente espressiva, aiu- tate dalla sapiente produzione artistica di John Paoli, che ci ha supportate nel perseguire questa cifra stilistica. Era parecchio tempo che non sentivo un disco che meriti l’aggettivo “militante”… Grazie mille! Per noi è un complimento meraviglioso! Forse il lato vintage è dato, oltre dalla ricerca del clima live, dal fatto che abbiamo una passione per le atmosfere anni ’60 e ’70, momento in cui le varie espressioni del rock hanno avuto origine. Anche se guardiamo alle mode con grande interesse, non ricoprono un ruolo così impor- tante perché, si sa, passano. Ma la personale modalità di espri- mersi no. Sicuramente vogliamo metterci la faccia rispetto a temi più difficili da affrontare perché pensiamo che se non si fa niente per cambiare le cose allora si è re- sponsabili, ed è lì che ci si nascon- de dietro a un alibi, nella sua acce- zione negativa. 43