TRAKS MAGAZINE TRAKS MAGAZINE 030 | Página 38

niera del tutto naturale. È stato poi il turno della voce, diventa- ta più concreta quando abbiamo riadattato una poesia del nostro amico scrittore Francesco Ferra- cuti. In fase di registrazione Sere- na ha aggiunto un Rhodes che ha fatto da collante tra le varie parti. Così che è nata Pulviscolo, fluida e istintiva come il resto dell’album. Il video vela e svela... Mi raccon- tate qualcosa del suo concept e della sua realizzazione? I ragazzi della Caos Crew hanno saputo cogliere in pieno lo spiri- to del testo. Anche in questo caso il concept è arrivato in maniera spontanea. Il tema ruota attorno all’importanza di saper cogliere gli attimi di silenzio, apparentemente vuoti, come preziose occasioni di concentrazione su noi stessi, sul nostro io. Il “non fare nulla” non è sempre tempo perso e dovrem- mo tutti integrare momenti come questi nelle nostre esistenze, spes- so troppo veloci e rumorose. Il video è stato girato lo scorso set- tembre nell’arco di una giornata. Le competenze dei ragazzi della Caos unite alla loro umanità han- 38 no creato un ambiente nel quale ci siamo trovati subito a nostro agio, soprattutto durante la parte in cui suoniamo. C’è un momento molto forte, quello della caduta del velo, che cambia il clip e la canzone. E’ stato difficile da girare oppure è stato un “buona la prima”? Abbiamo girato quella scena di- verse volte per trovare il giusto accordo tra la musica, i passi e il momento della discesa del telo. Il regista in quel momento ci ha diretto dall’alto, mentre reggeva il telo assieme a un altro ragazzo della Caos Crew... un video pro- fessionale e artigianale allo stesso tempo, in cui tutto l’impegno è sempre accompagnato da grandi risate. E’ passato qualche mese dall’u- scita di “Memorie dal futuro”, il vostro ultimo album. Giudican- dolo in prospettiva, qual è il vo- stro giudizio sul disco? L’album contiene le canzoni che avremmo voluto ascoltare o com- prare e ci fa piacere che abbia ot- tenuto un bel riscontro da parte della critica. Sicuramente è un al- bum dove abbiamo messo tut- ta la nostra onestà, fre- gandocene delle mode e delle lo- giche di mercato. Abbiamo suona- to quello che siamo davvero, sia come singoli che come mu- sicisti. A distanza di diversi mesi dalla sua uscita ancora ci divertiamo a suonarlo e ci piace riascoltarlo. Che cosa ci dobbiamo aspettare dai Leda da qui in avanti? Altra musica, in studio, ma so- prattutto dal vivo. Abbiamo tante idee, nonostante facciamo questo lavoro da parecchi anni sentiamo un’urgenza ancora forte e propo- sitiva. Sappiamo benissimo che l’Italia non è il posto migliore per i musicisti, specie in questo perio- do, però abbiamo molta perseve- ranza, che ci dà la forza di andare avanti. Finché avremo delle idee e qualcosa da comunicare, ci trove- rete sempre con gli strumenti in mano! 39