Vorrei sapere come nasce Bag of
Seeds
Venivo da un periodo di silenzio
in cui avevo perso un po’ il sen-
so di fare musica. Continuavo a
scrivere canzoni, più o meno ab-
bozzate ma poi le lasciavo in un
cassetto forse in attesa, forse an-
che no. Poi a un certo punto ho
sentito che aspettare non mi anda-
va più e non c’erano più momen-
ti giusti o sbagliati, ma solo mo-
menti, occasioni, delusioni, gioie e
che potevo stare dentro a ognuno
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di questi. E così è nata
questa canzone. Bag of
seeds è la tua sporta di
semi, la borsa dei talen-
ti, quelli che ti porti ap-
presso e che dai senza
pensare. Quindi pianta,
semina, spargi e disper-
di per il mondo. Lan-
ciali al vento non aver
paura che vadano per-
duti o sprecati. Regalali,
fanne ciò che vuoi ma
non tornare con qual-
che seme in mano. Io
non lo farò. Per cui di
conseguenza è diventa-
ta la title track, e mi piace che sia
il manifesto di questo disco.
Hai “frequentato” svariati gene-
ri, dal jazz al reggae. Ma qual è il
genere in cui ti senti davvero “a
casa tua”?
Io sono un cantautore, vengo da li
e in quello mi riconosco. Però mi
sento sempre a casa quando fac-
cio la musica in un certo modo.
Se sento di essere libero e since-
ro questo mi basta poi possiamo
suonare Forse c’è chi ha bisogno
di muoversi con dei riferimenti
Nasce come omaggio a Leonard
Cohen, da poco scomparso, ed è
per questo che è inglese e vuole
essere un ideale omaggio a un di-
sco di Cohen che ho letteralmente
macinato: Songs From A Room. A
quello che ho imparato dalle sue
canzoni, quella libertà del dire, è
dedicata “Pinch of salt”.
Il disco si chiamerà come il sin-
golo, Bag of Seeds. Come vorresti
che germogliassero questi semi?
Spero che qualcuno possa rico-
noscersi in questo disco, che ma-
gari sia una ventata di aria buona
in una stanza chiusa, che faccia
danzare anche chi non danza più,
che dica a tutti che si è sempre in
tempo per trovare il proprio rit-
mo. Un po’ quello che ha portato
a me. Però sento che se il disco
mi parlasse direbbe: vedi il punto
è proprio che ora non puoi farci
più niente,
i semi an-
dranno per
la loro stra-
da e tu puoi
stare qui a
goderti lo
spettacolo.
più precisi però credo che tutti gli
artisti puntino a questa dimensio-
ne che ti fa fare e ti fa sopportare
anche la fatica che c’è dietro allo
strumento e alla scrittura. Cerco
sempre di allargare i confini in cui
muovermi conoscendo persone
che vivono questa cosa in modo
diverso da me.
Il singolo anticipa il disco. Ci
vuoi racccontare come sarà?
Bag of seeds è un album di canzoni
che contrariamente a quanto si fa
sempre più spesso al giorno d’og-
gi, non ha un genere vero e pro-
prio. Ho mischiato dentro un po’
della musica che mi piace ascolta-
re. Dalla ballata blues, al country,
al grunge, al folk, generi diversi,
temi diversi, il fiume a cui scende-
re per ristorarsi, i demoni interio-
ri da cui scappare, la parte di noi
più autentica, i ritmi spensierati,
alcuni impegnati... e c’è pure una
canzone dedicata alla donna che
amo, New Sun, racconto com’è ini-
ziato il grande amore, quindi ce
n’è anche per i più romantici. E’
un disco che è stato composto e
registrato nel salotto di casa mia
nel giro di una decina di giorni.
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