molte persone della mia
generazione e non solo.
Alcune sono rimaste in
una post-adoloscenza al-
tre in una post-infanzia,
tutte in qualche modo
vittime di una crescita
in ritardo. Crescere non
è una cosa che accade,
è una scelta perché non
basta aspettare. In più
fa male e ultimamente
molti fuggono dal do-
lore. Questa pochi mi
minuti raccontano an-
che e sopratutto il male,
quanto fa male crescere.
Più per onestà che per
farsi compatire. Però
non parla solo di me.
Parla delle contraddizio-
ni enormi con la realtà,
delle fragilità, dei distur-
bi mentali e dei desideri
più profondi, insomma
di cose di cui facciamo fatica a
parlare.
Quali saranno i tuoi prossimi
passi?
Mi piacerebbe suonare, portare
in giro questi e altri brani. Capire
se tutto ciò funziona anche fuori
dalla mia testa. Esportarlo in sen-
so letterale, e farlo ascoltare così
com’è. Anche soltanto chitarra e
voce, se c’è ancora spazio per que-
sto tipo di musica.