TRAKS MAGAZINE TRAKS MAGAZINE 028 | Page 48

DEUT “A Running Start” è l’ep d’esordio del progetto solista di Giuseppe Vita- le, già con gli U Bit. Cinque canzoni che provano a scoprire se c’è ancora spazio per le canzoni chitarra-e-voce Chi è e da dove arriva DEUT? DEUT è forse una promessa che ha circa trent’anni, la promessa di cantare e scrivere che mi sono fat- to da bambino. Quindi arrivo da lontano, mi piace pensare che ho aspettato a lungo. Avendo tu attraversato quasi tut- ti i generi del rock, vorrei sapere come sei approdato a questa for- ma cantautorale influenzata dal folk La realtà è che non è un arrivo, è appunto una rincorsa lunghissi- ma... Mentre sperimentavo con curiosità tanti generi diversi ho sempre scritto canzoni di questo tipo, come se avessi tenuto un dia- rio segreto. Poi ho messo in un imbuto le cose più recenti, ho stretto il cerchio e scelto i bra- ni che ritenevo pronti. Parla- vano la stessa lingua, avevano questo stile asciutto e mi rac- contavano qualcosa. Il titolo sembra voler allude- re a una partenza di corsa, ma nella foto della copertina sembri quasi scappare. Da cosa? Forse mi lascio alle spalle tan- te cose. Vecchie, in disordine o giovanissime e immature. L’ironia è che la fotografia (pur cercan- do la dinamicità) è comunque un supporto fisso. Quindi congela il movimento e mi sembra di essere ancora sospeso e per molti aspet- ti lo sono. La fuga talvolta è una necessità biologica, non per forza una sconfitta. Mi sembra che quasi tutte le canzoni dell’ep abbiano a che fare con un passaggio dell’età, con una difficoltà nel diventare adulti. E’ un sentimento che ti contraddistingue? Mi contraddistingue di sicuro e senza vergogna, contraddistingue 49