DEUT
“A Running Start” è l’ep d’esordio del progetto solista di Giuseppe Vita-
le, già con gli U Bit. Cinque canzoni che provano a scoprire se c’è ancora
spazio per le canzoni chitarra-e-voce
Chi è e da dove arriva DEUT?
DEUT è forse una promessa che
ha circa trent’anni, la promessa di
cantare e scrivere che mi sono fat-
to da bambino. Quindi arrivo da
lontano, mi piace pensare che ho
aspettato a lungo.
Avendo tu attraversato quasi tut-
ti i generi del rock, vorrei sapere
come sei approdato a questa for-
ma cantautorale influenzata dal
folk
La realtà è che non è un arrivo, è
appunto una rincorsa lunghissi-
ma... Mentre sperimentavo con
curiosità tanti generi diversi ho
sempre scritto canzoni di questo
tipo, come se avessi tenuto un dia-
rio segreto. Poi ho messo in un
imbuto le cose più recenti, ho
stretto il cerchio e scelto i bra-
ni che ritenevo pronti. Parla-
vano la stessa lingua, avevano
questo stile asciutto e mi rac-
contavano qualcosa.
Il titolo sembra voler allude-
re a una partenza di corsa,
ma nella foto della copertina
sembri quasi scappare. Da
cosa?
Forse mi lascio alle spalle tan-
te cose. Vecchie, in disordine o
giovanissime e immature. L’ironia
è che la fotografia (pur cercan-
do la dinamicità) è comunque un
supporto fisso. Quindi congela il
movimento e mi sembra di essere
ancora sospeso e per molti aspet-
ti lo sono. La fuga talvolta è una
necessità biologica, non per forza
una sconfitta.
Mi sembra che quasi tutte le
canzoni dell’ep abbiano a che
fare con un passaggio dell’età,
con una difficoltà nel diventare
adulti. E’ un sentimento che ti
contraddistingue?
Mi contraddistingue di sicuro e
senza vergogna, contraddistingue
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