suonato e condiviso tanto, forse
tutto, c’è solo la voglia di voltare
pagina alla ricerca di nuovi stimo-
li. Nonostante questo continuere-
mo a suonare i vecchi pezzi con
un’intenzione più matura, dopo-
tutto siamo cresciuti un po’. Come
dicevo Cajgo è un termine molto
veneto e infatti è anche di questo
che vogliamo parlare: ci collochia-
mo geograficamente per racconta-
re una regione dove è spesso diffi-
cile intravedere l’azzurro del cielo.
Patagonìa è un titolo piuttosto
significativo. E’ stato un disco
così difficile?
Patagonìa è il risultato di due anni
di lavoro intenso e pieno di osta-
coli, da qui il titolo: l’agonia di un
progetto fatto a pezzi e ricostruito
più volte, è il viaggio di un com-
ponente della band in Sudameri-
ca, è il frutto di un’ostinata voglia
di concludere ciò che si era co-
minciato.
Di che cosa è simbolo la cimice
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capovolta della copertina? E’ così
che vi sentite?
Ho sempre sentito dire che se una
cimice si rovescia, muore ago-
nizzante perché non riesce a rad-
drizzarsi, io invece una sera ne ho
osservata una per circa mezz’ora e
alla fine in qualche modo ce l’ha
fatta e ho esultato. Sì ci sentiamo
così, non ci siamo ancora raddriz-
zati ma ci stiamo impegnando
parecchio. Le cimici fanno parte
della nostra regione, ce ne sono
talmente tante che si parla di inva-
sione; fanno schifo a tutti e questa
cosa nella nostra testa ha aperto
una similitudine su un argomento
politicamente strumentalizzato.
Hai capito cosa intendo?!
Vorrei sapere come nasce Da
grande
Da grande è la prima canzone al
mondo scritta nella sala d’attesa di
un ufficio di collocamento.
Scherzi a parte forse non sarà la
prima né l’ultima ma credo di aver
spiegato bene il suo significato.
Il giornalismo musicale ragione
molto a “scene” e criteri geogra-
fici. Come è messa la “scena ve-
neta”? Voi ritenete di farne par-
te?
Quale scena? Sto cercando di far
mente locale pensando ad artisti o
band che siano riuscite a emergere
a livello nazionale ma purtroppo
non mi viene in mente nulla.
Forse qualcosa dai talent boh.
Sia chiaro noi conosciamo pa-
recchie band interessanti che
avrebbero tutto il diritto di essere
ascoltate e ci sono parecchi spazi,
festival, associazioni dove la gen-
te amante dell’arte e della musica
si riversa soprattutto d’estate, ma
quello che si percepisce è che esi-
stono regioni tipo l’Emilia e la To-
scana che sono molto più vive e
forse è anche colpa nostra. Se noi
facciamo parte di questo nulla?
Certo che sì.
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