TRAKS MAGAZINE TRAKS MAGAZINE 028 | Page 40

collaborazioni con amici musici- sti con i quali mi sono divertito a sperimentare ritmi blues. Qui sono ritornato alle mie sonorità folk-pop più intime. C’è molto della tua vita persona- le in queste canzoni. Quanto ti è costato aprirti così? In realtà, mi ha aiutato a liberarmi da certe emozioni che non riu- scivo a razionalizzare. Direi che è stato terapeutico! Avevo tanta rab- bia e paura in me. Se devo piange- re o emozionarmi anche in pub- blico non è un problema per me. Siamo fatti anche di fragilità. Molto di questo disco nasce ai piedi del Vesuvio… Che sensa- zione è scrivere e comporre in un posto del genere? Io vivo in un posto molto tran- quillo tra il Vesuvio e il mare. Il panorama è mozzafiato: da un lato, allunghi il braccio e sembra di toccare il cratere del vulcano, dal lato opposto il mare e la co- stiera sorrentina. Sono circondato da vigneti e varie colture contadi- ne, per cui c’è tanto silenzio e rie- sci ad ascoltare il canto degli uc- cellini. Qui però non è il paradiso, THE SOFTONE “Golden Youth” è il quarto disco di Giovanni Vicinanza, autore e produttore in toto dell’album. Un disco intimo ma anche uno sfogo istintivo, per ricomprende- re il traguardo dei 40 anni, la nascita di una bimba, la perdita dell’amata madre Questo disco è stato definito come un tuo ritorno alle origini. Che cosa ti ha ricondotto fin lì? Come These days are blue, anche Golden Youth è un disco ispirato che è nato da un bisogno primor- 40 diale di dar voce alle mie emozio- ni attraverso l’espressione musi- cale. Gli altri album sono nati da 41