Appena conclusi gli arrangiamen-
ti sul finire del 2015, ho iniziato
a interpellare i musicisti (ospiti e
non) per iniziare la produzione,
che ha visto il suo concludersi col
mastering nell’aprile 2018. Guar-
dando, adesso, la panoramica di
tutto questo iter, non riesco a non
rabbrividire!
Dal punto di vista sonoro questo
è un disco di svolta. Vuoi deline-
arne le motivazioni?
Il suono di questo disco è venuto
fuori gradualmente, non in ma-
niera premeditata. All’inizio sa-
pevo solo di voler toccare le zone
più accattivanti del pop e del rock,
immaginandomi atmosfere dol-
ci ma taglienti. Poi, grazie a ogni
singolo musicista che ha parteci-
pato alla realizzazione di questa
“epopea”, sono riuscito addirittura
a superare le mie già alte aspettati-
ve.
Mi sembra che l’etologia sia uno
dei tuoi campi d’indagine ma an-
che un frequente spunto per can-
zoni. Come ti arrivano le ispira-
zioni da uno scritto particolare
come “L’anello di re Salomone”?
In effetti l’etologia è un campo del-
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la conoscenza che mi attira e mi
inquieta molto. Gli animali sono
adorabili ma imprevedibili, e que-
sto libro di Lorenz mi ha permes-
so di captare l’enorme ma intrin-
seco fascino che li avvolge proprio
per il motivo di cui sopra. Poi
penso fermamente che noi e loro
siamo talmente collegati da appa-
rire scollegati. La canzone che si
ispira al libro (Gomitolo) parla dei
luoghi comuni in generale, e di
quanto questi ti portino a deviarti
e spesso a cadere in trappole mol-
to deleterie.
Anche gli spunti letterari mi
sembrano frequenti e impor-
tanti. Vedo che citi Hemingway,
Kafka, Bram Stoker. Qual è lo
scrittore che senti più “musicale”
e quale quello che senti più vici-
no?
Quello che sento più musicale è
Hemingway, che ti getta addosso
grappoli di note con le sue parole
crude e devastanti; quello che in-
vece sento più vicino, specie per
il suo surrealismo, è certamente
Kafka.
Ci sono tanti ospiti di prestigio
nel tuo disco. Mi limito ai “featu-
ring”: come nascono le collabo-
razioni con Garbo, Edda, Sasso-
lini e Benvegnù?
Le collaborazioni, di solito, nasco-
no dalla stima che nutro per ogni
singolo musicista che interpello. Il
modus operandi è semplice, ovve-
ro contatto chi mi provoca sensa-
zioni forti da anni, e gli propongo
la collaborazione. Devo dire che
nella maggior parte dei casi ho
ricevuto risposte positive (come
appunto nel caso delle featuring
citate), e questo non smetterà mai
di corroborarmi. La cosa è andata
diversamente soltanto con Miro
Sassolini: da anni desideravo ospi-
tarlo, poi notai che aveva aperto
una campagna su Musicraiser per
il suo meraviglioso disco Del mare
la distanza, e tra le ricompense
c’era un suo cameo in una canzo-
ne: occasione ghiottissima, no?
Cosa diversa, ovviamente, accade
se alla profonda stima si affianca
l’amicizia (vedi Saughelli, Zorama,
Antonio Buonocore, Aldo Grane-
se), che vede coinvolti tutti in un
abbraccio dirompente. No, anzi,
come mi è già capitato di dire in
questi giorni, in una vera e pro-
pria festa!
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