TRAKS MAGAZINE TRAKS MAGAZINE 028 | Page 38

Appena conclusi gli arrangiamen- ti sul finire del 2015, ho iniziato a interpellare i musicisti (ospiti e non) per iniziare la produzione, che ha visto il suo concludersi col mastering nell’aprile 2018. Guar- dando, adesso, la panoramica di tutto questo iter, non riesco a non rabbrividire! Dal punto di vista sonoro questo è un disco di svolta. Vuoi deline- arne le motivazioni? Il suono di questo disco è venuto fuori gradualmente, non in ma- niera premeditata. All’inizio sa- pevo solo di voler toccare le zone più accattivanti del pop e del rock, immaginandomi atmosfere dol- ci ma taglienti. Poi, grazie a ogni singolo musicista che ha parteci- pato alla realizzazione di questa “epopea”, sono riuscito addirittura a superare le mie già alte aspettati- ve. Mi sembra che l’etologia sia uno dei tuoi campi d’indagine ma an- che un frequente spunto per can- zoni. Come ti arrivano le ispira- zioni da uno scritto particolare come “L’anello di re Salomone”? In effetti l’etologia è un campo del- 38 la conoscenza che mi attira e mi inquieta molto. Gli animali sono adorabili ma imprevedibili, e que- sto libro di Lorenz mi ha permes- so di captare l’enorme ma intrin- seco fascino che li avvolge proprio per il motivo di cui sopra. Poi penso fermamente che noi e loro siamo talmente collegati da appa- rire scollegati. La canzone che si ispira al libro (Gomitolo) parla dei luoghi comuni in generale, e di quanto questi ti portino a deviarti e spesso a cadere in trappole mol- to deleterie. Anche gli spunti letterari mi sembrano frequenti e impor- tanti. Vedo che citi Hemingway, Kafka, Bram Stoker. Qual è lo scrittore che senti più “musicale” e quale quello che senti più vici- no? Quello che sento più musicale è Hemingway, che ti getta addosso grappoli di note con le sue parole crude e devastanti; quello che in- vece sento più vicino, specie per il suo surrealismo, è certamente Kafka. Ci sono tanti ospiti di prestigio nel tuo disco. Mi limito ai “featu- ring”: come nascono le collabo- razioni con Garbo, Edda, Sasso- lini e Benvegnù? Le collaborazioni, di solito, nasco- no dalla stima che nutro per ogni singolo musicista che interpello. Il modus operandi è semplice, ovve- ro contatto chi mi provoca sensa- zioni forti da anni, e gli propongo la collaborazione. Devo dire che nella maggior parte dei casi ho ricevuto risposte positive (come appunto nel caso delle featuring citate), e questo non smetterà mai di corroborarmi. La cosa è andata diversamente soltanto con Miro Sassolini: da anni desideravo ospi- tarlo, poi notai che aveva aperto una campagna su Musicraiser per il suo meraviglioso disco Del mare la distanza, e tra le ricompense c’era un suo cameo in una canzo- ne: occasione ghiottissima, no? Cosa diversa, ovviamente, accade se alla profonda stima si affianca l’amicizia (vedi Saughelli, Zorama, Antonio Buonocore, Aldo Grane- se), che vede coinvolti tutti in un abbraccio dirompente. No, anzi, come mi è già capitato di dire in questi giorni, in una vera e pro- pria festa! 39