NEVICA
Torna sulle scene il musicista e produttore Gianluca Lo Presti per dar
vita a un nuovo percorso musicale in cui fondere le anime dei suoi prece-
denti progetti Nevica su Quattropuntozero e Nevica Noise
Murakami, Scardovelli, Lo Pre-
sti: mi spieghi in che modo que-
sto “triangolo” dà fondamento ai
concetti del tuo nuovo album?
Più che un trangolo mi immagino
una linea curva dove Murakami e
Scardovelli sono dei punti “guida”
e io un punto immensamente più
piccolo in movimento. Cronolo-
gicamente ho conosciuto prima
Murakami attraverso la lettura del
romanzo 1Q84, me ne sono inna-
morato e ho divorato quasi tutti i
suoi libri nel giro di poco tempo.
Di Scardovelli mi fece vedere un
video su Youtube un caro amico
circa 3 anni fa e anche qui è sta-
ta una folgorazione. Diciamo che
queste due figure sono riuscite a
darmi delle risposte concrete a
cose che cercavo nella mia vita
senza averci avuto contatti rea-
li, molto più di tante persone che
ho incontrato. Nel loro pensiero
ho trovato una chiave di lettura
del mondo che mi appartiene to-
talmente o quasi. Sono i cosidetti
rapporti “animici” cioè quando
entri in risonanza perfetta con
qualcuno o qualcosa. E sono ac-
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cadimenti molto rari. L’album
fondamentalmente racconta tutto
questo percorso interiore rivisto
coi miei occhi e anche con imma-
gini autobiografiche.
Si chiude la tua Trilogia dell’a-
nima: in te prevale un senso di
“completezza” oppure ti sei reso
conto di aver lasciato fuori qual-
cosa di importante?
In realtà Tengo è il secondo ca-
pitolo della trilogia iniziata con
Sputnik, il lavoro precedente di
natura strumentale. Nei miei pro-
getti dopo ci sarà un terzo album
che completerà il tutto collegato a
essi. Il senso di completezza non
lo avver-
to mai, mi
concepisco
come un’a-
nima in
cammino
sempre alla
ricerca di
qualcosa.
Non riten-
go corretto
fermarsi
nella vita
ma andare
sempre avanti. Magari percepisco
che sono sulla strada giusta allo-
ra più che completezza provo un
senso di soddisfazione e appaga-
mento che è il carburante indi-
spensabile per proseguire.
Dal punto di vista sonoro trovo
che il disco sia più eterogeneo
dei precedenti. Scelta progettua-
le o spontanea?
E’ stata una scelta spontanea. In
realtà volevo fare un album che
suonasse tutto come Il nostro suo-
no, il brano di apertura, che riten-
go da un punto di vista di sound
come una perfetta sintesi dei miei
lavori precedenti. Poi man mano
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