TRAKS MAGAZINE TRAKS MAGAZINE 020 | Page 40

NEVICA Torna sulle scene il musicista e produttore Gianluca Lo Presti per dar vita a un nuovo percorso musicale in cui fondere le anime dei suoi prece- denti progetti Nevica su Quattropuntozero e Nevica Noise Murakami, Scardovelli, Lo Pre- sti: mi spieghi in che modo que- sto “triangolo” dà fondamento ai concetti del tuo nuovo album? Più che un trangolo mi immagino una linea curva dove Murakami e Scardovelli sono dei punti “guida” e io un punto immensamente più piccolo in movimento. Cronolo- gicamente ho conosciuto prima Murakami attraverso la lettura del romanzo 1Q84, me ne sono inna- morato e ho divorato quasi tutti i suoi libri nel giro di poco tempo. Di Scardovelli mi fece vedere un video su Youtube un caro amico circa 3 anni fa e anche qui è sta- ta una folgorazione. Diciamo che queste due figure sono riuscite a darmi delle risposte concrete a cose che cercavo nella mia vita senza averci avuto contatti rea- li, molto più di tante persone che ho incontrato. Nel loro pensiero ho trovato una chiave di lettura del mondo che mi appartiene to- talmente o quasi. Sono i cosidetti rapporti “animici” cioè quando entri in risonanza perfetta con qualcuno o qualcosa. E sono ac- 40 cadimenti molto rari. L’album fondamentalmente racconta tutto questo percorso interiore rivisto coi miei occhi e anche con imma- gini autobiografiche. Si chiude la tua Trilogia dell’a- nima: in te prevale un senso di “completezza” oppure ti sei reso conto di aver lasciato fuori qual- cosa di importante? In realtà Tengo è il secondo ca- pitolo della trilogia iniziata con Sputnik, il lavoro precedente di natura strumentale. Nei miei pro- getti dopo ci sarà un terzo album che completerà il tutto collegato a essi. Il senso di completezza non lo avver- to mai, mi concepisco come un’a- nima in cammino sempre alla ricerca di qualcosa. Non riten- go corretto fermarsi nella vita ma andare sempre avanti. Magari percepisco che sono sulla strada giusta allo- ra più che completezza provo un senso di soddisfazione e appaga- mento che è il carburante indi- spensabile per proseguire. Dal punto di vista sonoro trovo che il disco sia più eterogeneo dei precedenti. Scelta progettua- le o spontanea? E’ stata una scelta spontanea. In realtà volevo fare un album che suonasse tutto come Il nostro suo- no, il brano di apertura, che riten- go da un punto di vista di sound come una perfetta sintesi dei miei lavori precedenti. Poi man mano 41