tempi e volevo che ci fosse quella
componente di fluidità, di mor-
bidezza ed evocatività. Ma anche
che ci fosse un certo ritmo calzan-
te e a tratti ballabile. Ho riunito
varie idee e le ho accostate per
creare un discorso, anche sonoro.
Il concept dell’ep fa riferimento
a una possibile vita futura sotto-
marina. Come ti è venuta l’idea?
L’idea mi è venuta in parte da
una mia fissa storica riguardo
a Darwin e all’evoluzionismo.
Mi piacerebbe davvero vedere il
frutto del tempo che passa e che
migliora la genetica umana per
renderci diversi, anche capaci di
vivere sott’acqua o in aria. Io poi
sento di stare veramente meglio
quando sono in acqua, è un po’
più facile per me fluttuare che
camminare e sentire il peso della
gravità (o nella gravità). Inoltre ci
sono stampe dell’epoca del futuri-
smo che immaginandosi il futuro
ritraggono uomini sott’acqua a
cavallo di delfini e di balene. Mi
piaceva molto l’idea e rientrava
nel concept che si stava formando
quando scrivevo il disco.
“Avremo le ali e le branchie” è
39
pezzo centrale nel disco, forse
non solo per collocazione. Vorrei
sapere come nasce
Il pezzo nasce essenzialmente dal
riff di chitarra. Da lì mi è venuto
tutto molto spontaneo: l’arrangia-
mento, i suoni, il testo. Si è trat-
tato solo di metterla giù. Quel riff
mi dava l’idea di qualcosa in volo
che guarda con malinconica gio-
ia la terra e si immagina un futu-
ro diverso, una strana piega degli
eventi. È uscita molto natural-
mente.
Tre nomi dell’elettronica con-
temporanea di cui consigli l’a-
scolto
Ci sono tanti artisti validi in que-
sto campo ma mi sentirei di con-
sigliare The Blaze, Rival Consoles
e Daniele Sciolla.