TRAKS MAGAZINE TRAKS MAGAZINE 018 | Page 40

ROCKY HORROR Un disco che si chiama “Salto nel buio” ricchissimo di collaborazioni e sor- prese: la band foggiana celebra i quindici anni di carriera con la solita gra- nitica coerenza Vorrei sapere con che premesse e motivazioni avete realizzato il nuovo album e perché avete de- ciso di chiamarlo Un salto nel buio? Con l’lp precedente, e anche gra- zie alla relativa tournèe (sia da soli che con il side project Pino Scotto & Rocky Horror), abbiamo fatto un bel passo in avanti nel percor- so che ormai seguiamo da oltre quindici anni. Questo ci ha resi indubbiamente molto vogliosi di confermare quanto di buono era stato fatto e di raggiungere nuo- vi traguardi. Riguardo al titolo, Un salto nel buio fa riferimento a una battuta che facevamo duran- te l’arrangiamento dei brani, ma gli si può dare vari significati: per esempio abbiamo mantenuto il nostro sound rock, ma il tutto è parecchio sperimentale, grazie an- che alle tante collaborazioni, quin- di ci ripresentiamo sul mercato discografico in una veste nuova. Mi sembra che abbiate scelto di incanalare molta rabbia in que- sto lavoro: quali sono le cose che vi fanno incazzare di più, oggi? L’elenco sarebbe lunghissimo! (ri- sate, ndr) Indubbiamente fa rab- bia il menefreghismo delle nuove generazioni, sembra che impe- gnarsi in qualcosa (anche se per se stessi) sia quasi da stupidi! Ov- viamente però, come in tutti i casi, non bisogna mai fare di tutta l’er- ba un fascio. Il disco vede numerose collabo- razioni: perché avete nuovamen- te pensato di “allargare il giro” ad altri artisti? Collaborare con altri musicisti, se- condo noi, è uno degli aspetti più belli della musica: vedere come un altro artista si ponga e interagisca con una tua idea è fantastico. In questo full-lenght per esempio ci 41