TRAKS MAGAZINE TRAKS MAGAZINE 018 | Page 34

LE SCIMMIE SULLA LUNA La band leccese, che nasce dalle ceneri dei Teenage Riot, ha realizzato un album strumentale dal sapore internazionale e sperimentale, “Terra!” Arrivate da altri progetti ben noti e vi siete incontrati (sulla Luna?): come nasce questo pro- getto e che finalità ha? Il progetto muove i primi passi quando Cristiano e Stefano – an- cora Teenage Riot – arruolano Luca (Izo, Torba) per proseguire il tour del disco pubblicato poco prima. Una volta ritornati in stu- dio ci siamo accorti che le nuove sperimentazioni andavano in una direzione totalmente diversa da quanto fatto fino ad allora e che era il momento di assumere una nuova identità; la metamorfosi si è completata quando Jory (Uro) si è aggiunto alla band, introducendo una chitarra in più e, cosa nuo- va, dei synth. Al che l’equipaggio era al completo e necessitava solo di un nuovo nome. Et voilà: Le Scimmie sulla Luna. Finalità, be’, suonare buona musica e diffon- derla sperando che piaccia! Mi sembra di capire che il con- 34 cept alla base del disco sia la na- vigazione in mari diversi, anche sonori. Che tipo di idee e di suo- no avevate in mente per il disco? Ci hai preso in pieno. Nel disco si naviga nelle atmosfere più di- sparate, in un certo senso lunari perché piuttosto distanti da quello che sembra essere il trend italiano del momento. Durante la scrittu- ra dei brani abbiamo cercato di prenderci più libertà possibile, ma siamo comunque stati ispirati dai nostri ascolti del momento, attin- gendo sia alla musica elettronica sia a sonorità più morbide rispetto a quelle a cui eravamo abituati. Si- curamente avevamo in testa l’idea di far convergere più generi all’in- terno del disco – e di una stessa canzone – per cercare, diciamo, di abbattere le limitazioni e i luoghi comuni relativi a una rock band. Il video di “Sequencer” mostra inquietantissimi primi piani molto stretti di occhi in cui si riflettono colori di pittura dagli effetti psichedelici. Quanto siete entrati nel concept del video e che cosa vuole rappresentare? Per il video ci siamo affidati ad Alberto Mocellin. Ci ha proposto quest’idea e ci è piaciuta subito. I liquidi psichedelici che si vedono nel video richiamavano allo stes- so tempo sia atmosfere spaziali in tema con i nostri cari mari lunari (anche se questi sono ovviamente secchi e desolati), sia il caleido- scopio di colori che avevamo vo- glia di ispirare con la musica. Gli occhi riempiti di quei liquidi sono pura suggestione, destabilizzano un po’ la percezione di cosa è den- tro e cosa è fuori, di cosa è in alto e cosa è in basso… Dal disco sembra trasparire an- che un certo divertimento nel suonare (e nell’organizzare qual- che piccola sorpresa qui e là). Quanto è importante, se è im- portante, l’aspetto ludico nelle vostre dinamiche? Senza il divertimento nel suonare saremmo fregati! Sia sul palco che nella vita di tutti i giorni l’aspet- to ludico è fondamentale. Anche se prendiamo la nostra musica piuttosto seriamente, ci teniamo a rendere l’esperienza tanto sonora che visiva godibile sia per noi sia per il pubblico. 35