DELETED SOUL
Un progetto nato tra il Chianti e il
Pacifico: Tuzzy, fondatore di Elasti-
ca Records, produttore internazio-
nale di grande fama, decide che è
ora di fare da solo
Dopo tantissimi dischi di altri
prodotti, un esordio in prima
persona: perché e perché ora?
Ho sempre tanti impegni nel se-
guire la direzione artistica di Ela-
stica che a volte trascuro la pro-
duzione personale, essendo per
prima cosa un produttore poi
discografico. In realtà ho regolar-
mente prodotto/composto negli
anni dischi più “miei”. Abbiamo
lanciato il progetto Antiplastic
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affrontando l’immaginario del-
la dubstep che ormai conoscevo
in modo approfondito. In questi
ultimi due anni invece mi sono
concentrato su altre sonorità. Ave-
vo necessità di una ricerca com-
positiva diversa, più intima, con
più riflessione e quindi, zitto zitto
mi sono immerso nella bass mu-
sic, tra la Toscana e l’Oregon e ho
dato vita insieme a Mario Tucci,
autore delle liriche, a Deleted soul,
misterioso, saturo di concetti e di
ottime energie
Ci sono pezzi che hanno una
“direzione sonora” precisa, ma
si direbbe che tu non abbia fatto
molto caso ai generi. Che pre-
messe aveva questo lavoro?
Sui miei progetti personali sono
sempre alla ricerca di nuovi im-
maginari che mi diano stimolo
nella composizione altrimenti non
sono interessato a replicare sono-
rità di altri... Nella mia testa era
chiara l’idea di una ricerca perso-
nale sulle vibrazioni del suono. Ho
passato gran parte di questi due
anni a sperimentare con Tashi di
Wom Gongs, artigiano di Gong, il
suono e le sue trame, di quali sono
gli effetti delle vibrazioni e non
solo delle note e degli accordi. Nel
progetto è la composizione del-
le bassline e casse di derivazione
“bass music”. Poi come uno chef
ho cominciato a condire pescan-
do dalla techno, dalla trance e dal
dub, luce della mia creatività... ri-
tengo sia uscito un disco compo-
sto, coerente ed energetico.
Come mai la scelta della rilettu-
ra di “Fly like an Eagle”?
Brano della mia giovinezza, della
mia formazione... Chi non ha nei
suoi ricordi un brano che , non si
sa per quale motivo, ti ha rapito
in un periodo della vita, che hai
cantato per mesi interi. Abbia-
mo deciso con Marco Zampoli,
voce principale di Deleted Soul,
di inserire una cover. Mi è venu-
to spontaneo dire ... ma certo!!!
Fly like an Eagle della Steve Mil-
ler Band... poi abbiamo coinvolto
Maya Williams nella composizio-
ne , un esperimento sviluppato in
una notte d’estate nella campagna
toscana, direi ben riuscito.
Sarebbe stato semplice per te ri-
empire di “featuring” il disco.
Perché non farlo?
Lavoro quotidianamente con
grandi artisti, che in primo luogo
rispetto umanamente e con cui
condivido il concetto di fare mu-
sica in modo indipendente. Ho
sperimentato alcune sonorità che
avevo in testa in altre produzio-
ni come il live del ventennale dei
Casino Royale... Dove c’è un pò di
Deleted Soul. oppure l’ultimo di-
sco prodotto a Zion Train dove c’è
tanto Deleted Soul. In altri casi ho
firmato remix perché la compo-
sizione sonora era troppo esplici-
ta... A marzo è uscito per Elastica,
Dub Box vol. 1 degli Almame-
gretta e ho prodotto una versione
di Black Athena che spacca. Mi
sono concentrato a invitare ospiti
“musicisti”, amici, Pablo Gamba
alle percussioni, Carlo Gatteschi
al Sassofono, Tashi ai Tamburi e
Gong. Con Marco Zampoli, ab-
biamo deciso di coinvolgere can-
tanti con energie forti, come Maya
Williams di cui sentirete parla-
re nei prossimi anni e Antonio
Bacchiddu. Va bene lo ammetto,
stiamo già lavorando al secondo
disco... e ci saranno un sacco di
importanti featuring :)
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