TRAKS MAGAZINE TRAKS MAGAZINE 018 | Page 24

ONORATA SOCIETA’ Il terzo album per la band siciliana è “Anima Animale”: otto tracce, nuove sonorità, impe- gno ma anche ironia, e un titolo pensato come auspicio a una conciliazione tra gli istinti Vorrei capire come nasce la vo- glia di celebrare o comunque di raccontare questa “Anima Ani- male” La nostra natura è animale. L’evo- luzione, se da un lato ci ha portato benefici, elevandoci allo status di “animale razionale”, dall’altra ci ha 24 allontanato dai nostri istinti pri- mordiali. Riscoprire i nostri primi istinti, può riportarci a trovare un nuovo equilibrio nel rapporto con gli altri esseri viventi e con tutto l’ambiente che ci circonda. Chissà forse “tutto quello che promette il progresso non sempre è verità” (cit. Maluversu) Non avete un genere di riferi- mento e ci tenete a sottolinearlo, ma mi sembra che l’ultimo disco abbia un’anima black-funk abba- stanza marcata, nonostante qual- che cambio di rotta qui e là. Su quali premesse avete lavorato, a livello di suono? C’è sicuramente una presenza di black music, ma non solo. È un guardarsi attorno a 360° in quelli che sono stati i vari linguaggi che ci influenzano nel nostro bagaglio di ascolti. Nella scelta del suono gene- rale abbiamo affrontato le riprese audio a seconda dello stile e della tecnica di ogni singolo strumento. Da batteria vintage, a chitarre re- gistrate con un vecchio preampli- ficatore Brunetti valvolare, a suoni synth degli anni ‘80 e ‘90. Si direbbe che con nove membri abbiate già un buon numero di persone su cui contare, eppu- re avete coinvolto anche Lello Analfino e Francesco Prestigia- como per il nuovo disco. Perché e che contributo hanno offerto? Semplicemente perché è nata l’e- sigenza di mettersi in gioco, in- curiositi di scoprire una diversa chiave di lettura dei nostri brani, ma affidandoci ad artisti vicini alla nostra cultura musicale. No- nostante tra i membri degli Ono- rata ci siano tante personalità e di differente estrazione musicale, si è sentito il “bisogno necessario” di rinnovare suoni e arrangiamenti per rendere il prodotto finale più fresco e fruibile. Più elettronica, meno accordi, una chitarra più rockeggiante e ritmi incalzanti e lineari. Tutto ciò ha permesso una ulteriore apertura al mercato mu- sicale, pur non snaturandoci, e ci permette di arrivare ad un pub- blico più vasto e meno di nicchia, almeno questo è l’intento. Un’altra delle curiosità che ho riguarda l’equilibrio fra i quattro cantautori: come scrivete le can- zoni? Ognuno per sé, in gruppo, 25