ONORATA
SOCIETA’
Il terzo album per la band siciliana è “Anima
Animale”: otto tracce, nuove sonorità, impe-
gno ma anche ironia, e un titolo pensato come
auspicio a una conciliazione tra gli istinti
Vorrei capire come nasce la vo-
glia di celebrare o comunque di
raccontare questa “Anima Ani-
male”
La nostra natura è animale. L’evo-
luzione, se da un lato ci ha portato
benefici, elevandoci allo status di
“animale razionale”, dall’altra ci ha
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allontanato dai nostri istinti pri-
mordiali. Riscoprire i nostri primi
istinti, può riportarci a trovare un
nuovo equilibrio nel rapporto con
gli altri esseri viventi e con tutto
l’ambiente che ci circonda. Chissà
forse “tutto quello che promette il
progresso non sempre è verità” (cit.
Maluversu)
Non avete un genere di riferi-
mento e ci tenete a sottolinearlo,
ma mi sembra che l’ultimo disco
abbia un’anima black-funk abba-
stanza marcata, nonostante qual-
che cambio di rotta qui e là. Su
quali premesse avete lavorato, a
livello di suono?
C’è sicuramente una presenza di
black music, ma non solo. È un
guardarsi attorno a 360° in quelli
che sono stati i vari linguaggi che ci
influenzano nel nostro bagaglio di
ascolti. Nella scelta del suono gene-
rale abbiamo affrontato le riprese
audio a seconda dello stile e della
tecnica di ogni singolo strumento.
Da batteria vintage, a chitarre re-
gistrate con un vecchio preampli-
ficatore Brunetti valvolare, a suoni
synth degli anni ‘80 e ‘90.
Si direbbe che con nove membri
abbiate già un buon numero di
persone su cui contare, eppu-
re avete coinvolto anche Lello
Analfino e Francesco Prestigia-
como per il nuovo disco. Perché
e che contributo hanno offerto?
Semplicemente perché è nata l’e-
sigenza di mettersi in gioco, in-
curiositi di scoprire una diversa
chiave di lettura dei nostri brani,
ma affidandoci ad artisti vicini
alla nostra cultura musicale. No-
nostante tra i membri degli Ono-
rata ci siano tante personalità e di
differente estrazione musicale, si è
sentito il “bisogno necessario” di
rinnovare suoni e arrangiamenti
per rendere il prodotto finale più
fresco e fruibile. Più elettronica,
meno accordi, una chitarra più
rockeggiante e ritmi incalzanti e
lineari. Tutto ciò ha permesso una
ulteriore apertura al mercato mu-
sicale, pur non snaturandoci, e ci
permette di arrivare ad un pub-
blico più vasto e meno di nicchia,
almeno questo è l’intento.
Un’altra delle curiosità che ho
riguarda l’equilibrio fra i quattro
cantautori: come scrivete le can-
zoni? Ognuno per sé, in gruppo,
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