più o meno indotte. La musica, di
per sé, sembra uno canale comu-
nicativo “semplice” perché arriva
senza intercessioni, ma in realtà,
spesso, il significato di un testo o
l’emozione di una melodia che crei
la comprendi anche tu solo dopo
la sua nascita. Normalmente non
mi interrogo troppo sul momen-
to, perché un quell’istante vengo
principalmente rapito dal proces-
so creativo in atto più che dal suo
motivo. Quando una canzone ti
arriva è una sorpresa incredibile
Preceduto da tre singoli “Nuove Pro-
ed è il momento in cui, nel mio
spettive” è il debutto del progetto soli-
caso, riesco a essere allineato con
sta del cantautore/psicologo
me stesso. Il bello di scrivere una
canzone è che da quel momento
Il connubio musica/psicanali-
in poi esiste qualcosa che prima
si è sempre curioso: come porti
non c’era o se c’era, era soltanto
avanti le due professioni?
una sensazione astratta.
In qualunque modo un artista si
A 40 anni il tuo primo disco soli-
esprima troviamo nella sua ope-
sta. Un bel modo per prepararti
ra la manifestazione di un pro-
alla crisi di mezza età...
cesso cognitivo profondo che fa
Ammetto di non essermi mai mai
emergere, che lo voglia o no, una
sentito meglio in tutta la mia vita!
parte di lui più o meno nascosta
Non credevo sarebbe successo in
che sente il bisogno di uscire. C’è
concomitanza con questa ricor-
chi parte da una sofferta intro-
renza. Ho una vita piena, faccio
spezione il cui risultato è l’opera
sport, suono e ho una bella fami-
artistica, c’è chi invece la interpre-
glia. Da ragazzo guardavo ai miei
ta a posteriori attraverso analisi
MARCO
MORACA
20
quarant’anni come una cosa lon-
tana, piena di noia, abitudini e di
“arrivi”. In realtà sto scoprendo
un periodo della mia vita pieno di
energia, progetti e voglia di realiz-
zare. Come fosse tutto ancora da
iniziare. A vent’anni non ne avevo
cosi tanta, di energia, e sembrava
sarebbe stato tutto molto fatico-
so. Ora sono un treno in corsa!
La maturità di questa età ti aiuta
a superare meglio molti ostaco-
li della tua vita e che nei decenni
precedenti ti avrebbero sicura-
mente bloccato... Parlo sopratutto
di meccanismi mentali. A questa
età si è individui più risolti, più
sicuri di sé e l’esperienza di questa
prima parte di vita ti restituisce
maggior consapevolezza verso ciò
che desideri fare. Ho voluto fare
un disco e mettermi in gioco. L’ho
fatto e chi se ne importa di come
andrà.
Qual è stata la cosa più faticosa,
lavorando al disco?
Ammetto che conciliare la pro-
duzione di un disco con la vita
di tutti i giorni non è stato sem-
plice, sopratutto quando non è il
tuo unico lavoro e spesso è messo
dopo tante altre cose che vengono
considerante “prioritarie”. Ci vuo-
le molto rigore e determinazione
a portarlo a termine. Altra fatica
è stata aprire il cassetto della me-
moria... Scegliere le canzoni da
inserire nel disco, rivivere alcune
emozioni non è stato semplice
perché alcune raccontavano di un
“Marco” passato, altre invece han-
no subito un restyling, per essere
più nel loro tempo, altre ancora
hanno avuto la possibilità di esse-
re completate. Oggi il lavoro pro-
dotto è un lavoro completo.
Tre nomi di cantautori italiani
che ti piacciono?
Ascolto molto più musica italiana
di un tempo. Sono cresciuto con
la musica Brit - Pop - Rock degli
anni ‘60 e ‘70, musica scoperta
grazie all’influenza della musica
che ascoltava mio padre. Cosi Be-
atles, Rolling Stones, Police e Ea-
gles sono stati la colonna sonora
della mia adolescenza. Ho ascol-
tato anche Battiato, Pino Daniele
e Battisti, ma oggi ascolto molto
volentieri Gazzé, Consoli, Venuti
e Concato, non ultimo, il grandis-
simo Lucio Dalla.
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