tua carriera?
A Genova ormai ho affondato
una radice. La prima volta che
ho cantato la mia versione di Ma
se ghe pensu di fronte al pubbli-
co genovese avevo paura. Mettere
mano a una canzone così sentita
è sempre un rischio. Quando ho
cantato l’ultima nota e aperto gli
occhi per osservare la reazione del
pubblico però, ho visto sorrisi ma
soprattutto qualche lacrima. In
quel momento ho capito che era
successo qualcosa di speciale. In-
sieme all’orchestra del teatro Carlo
Felice ho avuto l’onore di viverla
e cantarla assieme al pubblico ge-
novese che mi ha regalato forse le
emozioni più forti che abbia mai
vissuto su un palco fino a ora.
Per quello che è successo non ho
molte parole. Io sono solo una
cantante e quello che posso fare è
continuare a cantare questo inno
con orgoglio ma soprattutto con
tutto il cuore.
Che cosa ti ha portato a sceglie-
re “The Man I Love” per la cover
che chiude il disco?
Il jazz è sicuramente uno dei ge-
neri musicali che ha influito di
piú sul mio modo di sentire e poi
di fare musica. Dopo aver reso
omaggio alla canzone italiana ho
voluto questa volta attingere dal
mio bagaglio culturale americano.
Quali saranno le prossime tappe
della tua carriera? Che cosa vedi
nel tuo prossimo futuro?
Per me fare musica è una ricerca
costante. Sono pronta a continua-
re a sperimentare facendomi gui-
dare da istinto e passione. Dove
finirò non lo so ma intanto mi
godo il viaggio.