TOMMASO TALARICO
Il cantautore di origine calabrese, nato a Catanzaro nel 1974, comincia a
esibirsi nei locali della scena fiorentina fin dal 2006. A fine novembre 2016
esce il video de “Il tempo delle favole”,( con la regia di Claudia Sicuranza e
Vittoria Spaccapietra), pezzo che fa parte dell’album (il primo), intitolato
“Viandanti (canzoni da un tempo distante)”
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ritrovato con un po’ di materiale,
la scelta è caduta su quei pezzi che
mi pareva fossero legati da un filo
conduttore, ossia delle storie, che
racchiudono anche il mio punto
di vista sul mondo e sulla real-
tà circostante. I personaggi delle
canzoni sono tutti “viandanti”,
attraversano il tempo e lo spazio
senza avere più molti punti di ri-
ferimento. Mi interessava raccon-
tare lo sfilacciamento dei rapporti
interpersonali, dei sentimenti e
delle idee, cui assistiamo oggi. E la
solitudine, anche.
Mi interessa anche il sottotitolo
“Canzoni da un tempo distante”:
che influenza ha avuto il tempo,
in tutte le sue accezioni, sui pez-
zi di questo disco?
Alcune di queste canzoni sono
state scritte tempo fa. Credo che le
canzoni siano un po’ come le per-
sone. Cambiano, soprattutto nella
testa di chi le ha scritte, matura-
no, invecchiano. Però non si po-
teva aspettare oltre, questo era il
momento giusto per regalare loro
una seconda vita. Detto ciò, cre-
do che piantino bene i piedi nella
contemporaneità. Se sono arrivate
Che cosa ti ha spinto a racconta-
re dei “Viandanti”?
Credo che chiunque scriva can-
zoni, su qualunque cosa, parta
dell’esigenza di dire qualcosa, di
raccontare. Non c’è un progetto
organico, almeno nelle intenzioni,
dietro al disco. Quando mi sono
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