mata da Elisa Minari, che oltre a essere una musicista esperta è parte della band dal 2015. In un mondo, come quello della produzione, dominato dai nomi maschili, finalmente una novità significativa, va detto. Com’ è stato per Elisa lavorare sul disco in questa doppia veste? E’ stata un’ esperienza impegnativa e appagante per me, che ho sempre privilegiato le situazioni che permettessero di lavorare con la musica in modo personale e creativo. Inoltre la proposta di seguire la produzione di Vincanti è arrivata al momento giusto, fresca com’ ero di esperienze e mansioni simili a quello che mi veniva richiesto. Nel caso dei Me Pek e Barba la complessità è data dal numero di strumenti e musicisti da gestire, ma allo stesso tempo questo prezioso organico ha consentito di sviluppare al meglio armonie e arrangiamenti. Il fatto di essere anche componente del gruppo serve perché si conoscono le caratteristiche dei propri compagni di viaggio, e io credo sia fondamentale sfruttare le caratteristiche di ogni musicista. Sì, è prettamente ancora un mondo maschile quello della produzione, ho testato personalmente la cosa. Te ne accorgi dall’ atteggiamento che gli addetti ai lavori hanno nei tuoi confronti, a volte basta una frase, o avvertire la difficoltà di un uomo che deve fare quello che gli chiede una donna in regia. Al contrario in questo gruppo non c’ è stato nulla di tutto ciò, c’ è stato molto rispetto per i reciproci ruoli, cosa non scontata da trovare! Sono numerosi gli ospiti del disco( c’ è anche un winemaker …): potete spendere qualche parola per ognuno di loro? Con piacere. Omar Pedrini: Sandro era rimasto colpito qualche anno fa da un’ intervista nella quale Omar raccontava della nuova vita, iniziata a seguito del primo importante intervento chirurgico subito al cuore; in sostanza, diceva che era comunque felice perché i medici gli avevano comunicato che avrebbe potuto continuare con una delle sue grandi passioni, ossia bere, con moderazione, buon vino. Un’ esperienza musi-