pur parlando, unica nel disco, di
musica indipendente in senso
stretto, rimane comunque fedele
al clima generale: ovvero, il tema
è il suonare in giro, con gli anni
che passano, quando diventa sem-
pre più difficile, con la famiglia, il
lavoro il giorno dopo. È una can-
zone che piace molto anche a me,
un po’ amara, e che riserva alla
fine una benevola (ma mica tanto)
tirata d’orecchie alla stampa musi-
cale “specializzata”.
Domanda da “veterano” del set-
tore: che cosa ti piace di più e che
cosa ti piace di meno della scena
(scena?) indipendente italiana?
Fatico a farti dei nomi: il disco
di Calcutta l’ho comprato per esi-
genze di copione (vedi il nuovo
videoclip), non mi dispiace ma
nemmeno mi fa impazzire.
Altro non saprei: gli Zen Circus
si sono un po’ incattiviti, inscu-
riti, mi convincevano di più pri-
ma, per il resto c’è tanta trap, sono
cose che non seguo, che non mi
interessano. È molto bello il sin-
golo di Riccardo Sinigallia, lui è
un fuoriclasse.
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