TRAKS MAGAZINE TRAKS MAGAZINE 017 | Seite 16

è qualcosa di veramente sacro, la puoi studiare una vita e darle tutte le forme che vuoi ma non riuscirai mai a dominarla, nonostante que- sto, secondo me la musica viene trattata male, anzi quasi data per scontata proprio come un prodot- to del supermercato che dove vai trovi sempre, per questo motivo mi sono infilato in un contenito- re per alimenti aspettando la mia fine, dentro quel contenitore c’è Alfonso, un ragazzo che dai per scontato, imperfetto ma che ha tanto da dire… Hai scelto un registro ora ironi- co ora amaro per le tue canzoni. Ma dietro quella maschera lì, ve- ramente, che tipo sei? Ciao, mi chiamo Valerio Al- fonso Savini nato a Codogno il 05/06/1994, sono daltonico, ho la “R” moscia e da che ho memoria scrivo con la mano sinistra, però non suono come Jimi Hendrix, bensì come tutti i destrorsi. Scusa- 16 nomi imprescindibili per la tua crescita musicale Guarda, mentre in casa si ascol- tavano i grandi della musica ita- liana, il mio primo amore fu il punk americano. Questo non vuol dire che ho distrutto i dischi di mio padre (anche se nei testi dei gruppi che ascoltavo ci si andava vicino), anzi piano piano mi sono avvicinato alla musica italiana, la amo ogni giorno. Più che nomi di artisti ti darei tre titoli di album che mi hanno davvero lasciato senza respiro. Nero a metà - Pino Daniele , Dalla - Lucio Dalla e Ar- tide Antartide di Renato Zero. mi, adoro avere due identità, una delle cose più belle è avere la pos- sibilità di indossare una maschera prima di salire sul palco e (passa- mi il termine) avere “carta bianca” per potersi esprimere nel modo che si ritiene più opportuno. Mi dicono che questa cosa è tipica dei “Gemelli”, bene! è il mio segno zo- diacale preferito :) “Son contento” è una canzone basata sui contrasti e sulle aspet- tative (social) tradite. Come na- sce la canzone? La storia di questa canzone è mol- to particolare, per quel che mi riguarda è un chiaro attacco alla mia personalità, nonostan- te le difficoltà che si posso- no trovare tutti i giorni, pur dormendo su un pavimento perché non avevo più un tetto sopra la testa ero felice. La fe- licità in questione si riduceva a essere al passo con le tecno- logie o il semplice apparire, tralasciando gli optional più importanti e con delle radici molto significative, come una casa… Chiudo domandandoti tre 17