TRAKS MAGAZINE TRAKS MAGAZINE 012 ITA | Página 32

intervista Eradius Basso e batteria e uno spirito affi- ne allo stoner: ecco gli Eradius e il loro disco in uscita, Democrazy. Potete raccontare la storia degli Eradius fin qui? Il progetto Eradius nasce due anni fa, quando a Edoardo e Richard (batterista e bassista della Triple Rock band) viene voglia di scrivere e suonare musica originale, un po’ per fuggire dal circolo vizioso del- le cover band, un po’ per nostalgia di quella musica che faceva da pa- drona negli anni ‘90 ma allo stesso tempo con l’intenzione di creare qualcosa di nuovo. Inizialmente la band doveva essere un quartetto, ma si vedono subito le divergen- ze di pensiero, e incoraggiati dalla ascesa imponente dei Royal Blood, decidiamo di provare in due. Senza grosse aspettative ma pieni di entu- siasmo ci chiudiamo in sala prove a sperimentare, capiamo quasi subito la strada da prendere avvantaggia- ti da gusti musicali molto simili. A settembre 2016 ci si presenta l’oc- casione di suonare per la prima 32 volta sul palco di un festival per le vittime del terremoto ad Amatrice, e da lì in poi abbiamo colto ogni occasione, partecipando a diversi contest e cominciando addirittura a vincerli! Anche il disco nasce sen- za pretese: ci siamo trovati sotto l’occhio del produttore Tommaso Canazza e grazie a questo incontro decidiamo di incidere tutte le dodi- ci tracce che avevamo in cantiere. Da cosa traete spunto per i vo- stri testi? Il tema principale della maggior parte dei testi è di protesta verso qualsiasi cosa che ci sembra sba- gliata all’interno della nostra so- cietà. Un paio di canzoni invece (Black Queen e Medusa) parlano di due donne in due relazioni diverse, una positiva, l’altra un po’ meno. Infine abbiamo dedicato un pezzo (Desert) agli artisti che ci hanno aiu- tato nel nostro progetto. Vorrei saperne di più sulla gene- si di “Democrazy” e “Medusa” Democrazy è stato il primo brano che è nato in sala prove, abbiamo costruito il brano at- torno al riff, il quale nasce molti anni prima dal primo gruppo di Edo- ardo (gli Arenanera), ripescato da vecchi file audio e poi riadattato fino a quello che sentite oggi. Nel testo prendiamo di mira l’ipocri- sia che a volte fa da padrona nella democrazia odierna, invitando l’a- scoltatore ad abbracciare la nostra “pazza” democrazia. Medusa parla di una relazione finita male con una donna, in generale descrive quando la femmina si prende gioco del ma- schio, ingannandolo e usandolo per i propri interessi per poi abbando- narlo come se niente fosse. Il vostro 2017 è stato costellato di concerti: come andrà il 2018? Lo scorso anno ci siamo dati da fare allargando i gomiti cercando di farci spazio su qualsiasi palco fosse disponibile, anche quando un vero palco non c’era. Per il 2018 puntia- mo al salto di qualità. Il 24 febbraio ci sarà il release party con la suc- cessiva uscita dell’album. 33