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GRAFICO 9. PRODUZIONE ITALIANA PER TIPO DI MACCHINE UTENSILI A ASPORTAZIONE( QUOTA SU VALORE)
GRAFICO 10. PRODUZIONE ITALIANA PER TIPO DI MACCHINE UTENSILI A DEFORMAZIONE( QUOTA SU VALORE)
GRAFICO 11. INDUSTRIA ITALIANA DELLA ROBOTICA( MILIONI DI EURO, VARIAZIONE %)
il 10 % in meno rispetto al 2023. In particolare, negli Stati Uniti le vendite sono calate del 9 % rispetto all’ anno precedente, con 34.164 unità. Nel Nord America gli altri due principali mercati sono il Messico, con 5.594 unità(-4 %) e il Canada, con 3.787 unità(-12 %). Nel 2024, nei paesi asiatici( inclusi Australia e Nuova Zelanda) sono stati venduti 401.665 robot, in crescita rispetto al 2023(+ 5 %). La Cina, con 295.045 robot venduti(+ 7 %), dal 2013 si aggiudica il titolo di primo mercato mondiale davanti a Giappone, calato del 4 % per 44.453 unità, al Nord America( 43.545) e a Corea del Sud( 30.596 unità). Nell’ Unione Europea le consegne di robot sono diminuite(-8 %) rispetto al 2023, a 85.006 unità. Secondo IFR, tenuto conto delle macchine eliminate dal processo produttivo e sostituite, il parco mondiale dei robot operativi ammontava, a fine 2024, a 4.663.698 unità(+ 9 %). In termini di macchine installate, nel 2024, il primato è rimasto alla Cina, dove è risultato operativo il 43 % dello stock mondiale di robot e bracci meccanici, con 2.027.190 unità(+ 16 %). Al secondo posto della graduatoria mondiale si è attestato il Nord America( che comprende Stati Uniti, Canada e Messico) in crescita, del 4 %, a 492.725, pari al 10,6 % del totale. Segue poi il Giappone, dove il numero di macchine operative è risultato in crescita(+ 3 %) rispetto al 2023, a 450.455 unità, corrispondente al 9,7 % del totale. Al quarto posto la Corea, dove il numero di macchine operative è risultato in crescita(+ 3 %) rispetto al 2023, con un totale di 391.870 unità. Secondo i dati IFR, nel 2024, l’ Italia, con 101.184 unità installate(+ 5 %), si è mantenuta al sesto posto della classifica mondiale, dopo la Germania dove i robot installati sono cresciuti, del 4 % rispetto al 2023, attestandosi a 278.881 unità. Dopo il periodo di recessione che ha interessato il mercato internazionale tra il 1991 e il 1993, il ritmo di crescita dei robot installati è sempre risultato superiore a quello dell’ occupazione nell’ industria manifatturiera; tra il 2002 e il 2006, l’ occupazione è diminuita in molti paesi; di contro il numero dei robot è cresciuto in modo costante, determinando l’ incremento dell’ indice di densità dei robot( numero di robot ogni 10.000 operai). Nel 2007 e nel 2008, sia l’ occupazione che il numero di robot installati sono cresciuti. Nel 2009 l’ occupazione è diminuita, in media, del 3 % mentre i robot installati sono pesantemente calati del 48 %. Nel 2010, l’ occupazione è risultata stagnante, nel 2011 è leggermente aumentata, mentre i robot installati sono notevolmente aumentati in entrambi gli anni. Dal 2012 l’ occupazione è aumentata nei principali mercati di consumo dei robot come: Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Germania e Regno Unito, così come nei paesi emergenti. Nel 2024, sono risultati paesi a maggior densità di robot: Corea del Sud( 1.220), Singapore( 818), Germania( 449), Giappone( 446), Svezia( 377), Danimarca( 329), Slovenia( 315), Stati Uniti( 307), Taiwan( 302), Svizzera( 294), Paesi Bassi( 293), Austria( 272), Canada( 241) e Italia( 237). Il settore dei trasporti, in particolare l’ industria automobilistica, storicamente l’ ambito di maggior consumo, tra il 2010 e il 2014, ha continuato ad investire in robot industriali. Dopo due anni di incrementi a una cifra, nel 2017 la crescita è tornata rilevante(+ 22 %), assorbendo il 33 % dei robot di nuova installazione. Nel 2018 una debole crescita del 2 % ha portato a 125.581 le nuove unità installate, che sono tornate in calo del 16 % nel 2019, a 101.976 unità. Il
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