AI , le domande da porre ai vendor di cybersecurity
ANCHE IN ITALIA SI STA DISCUTENDO PARECCHIO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE ANALIZZANDONE CAPACITÀ , LIMITI , IMPLICAZIONI E PERSINO MOTIVAZIONI . IL COUNTRY MANAGER ITALIA DI VECTRA AI HA INDIVIDUATO QUATTRO DOMANDE DA PORRE AI VENDOR PER CAPIRE SE UNA SOLUZIONE DI CYBERSECURITY ALIMENTATA DALL ’ INTELLIGENZA ARTIFICIALE “ FA DAVVERO QUEL CHE DICE ”.
di Massimiliano Galvagna , Country Manager Italia di Vectra AI
È bene fare domande . Quando assumiamo un dipendente , gliene facciamo molte : sulle sue capacità e sui traguardi precedenti , ma anche su come pensa di portare valore all ’ azienda nella sua nuova posizione . Dovremmo applicare la stessa Due Diligence all ’ Intelligenza Artificiale . In Italia si stanno esplorando , sperimentando e implementando su scala i casi d ’ uso di chatbot , machine learning , analisi predittiva , big data e altro ancora . Nel 2021 è stata definita la “ Strategia italiana per l ’ Intelligenza Artificiale ”, alla base del programma italiano nell ’ ambito del Piano Coordinato europeo , e sono state poste le basi per la nascita dell ’ Istituto Italiano per l ’ Intelligenza Artificiale ( I3A ), hub nazionale che avrà lo scopo di coordinare le diverse attività di ricerca e contribuire allo sviluppo dell ’ intelligenza artificiale . Secondo l ’ Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano , il mercato dell ’ AI in Italia è cresciuto del 27 % nel 2021 , raggiungendo quota 380 milioni di euro , un valore raddoppiato in appena due anni .
AI , UN USO IMPROPRIO DEL TERMINE Tuttavia , proprio come i candidati oggi cercano di apparire al meglio sulle proprie pagine social , lo stesso deve fare l ’ AI . Le sue capacità , i suoi limiti , le sue
implicazioni e persino le sue motivazioni sono stati discussi nei forum pubblici , spesso con l ’ effetto di oscurare o esagerare la verità . Lo stesso termine “ AI ” è spesso usato come termine di paragone - soprattutto nel campo della sicurezza informatica - per tecnologie misteriose e “ black-box ” che pretendono di essere la panacea di qualsiasi problema dell ’ a- zienda . Molte di esse sono costituite da algoritmi euristici ( basati su regole e ramificazioni ) che , pur mostrando una certa intelligenza superficiale , non sono dotate di AI . Questo uso improprio del termine ha portato a un diffuso fraintendimento e sensazionalismo da parte dei media come è accaduto , per esempio , quando un membro del team Responsible AI di Google è stato licenziato per avere affermato che il framework di chatbot LaMDA ( Language Model for Dialogue Applications ) dell ’ azienda era senziente .
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