Sfasciume
Ti prego amica mia, non andare via,
parlami da vicino ancora un poco,
sai bene che per me la tua voce
è un dono di bellezza celestiale.
Lo so, a volte parlare molto stanca,
così non era quando spesso insieme
e mano nella mano correvamo
per i campi e coglievamo bei fiori,
le margherite candide, innocenti,
papaveri rossi, ardenti e furiosi.
Lo so, già non è più come era allora,
anche per me faticoso è parlare,
dacché gli autori della cosiddetta
decrescita felice, depressero
economia, intelligenze, identità.
Ora alla ruina morale si aggiunge
la tempesta del clima, e non è più
la sola Calabria, è l'Italia tutta,
"uno sfasciume pendulo sul mare", *
su ponti, fiumi e ripidi torrenti.
Amica mia, tanta ormai è la rovina,
grande è il peccato di restare inerti.
Occorre risanare, ricostruire
e lottare per il nostro Belpaese.
* Giustino Fortunato.
Vincenzo Rovito
Sesto S. Giovanni, 27 Nov. v.r.