inchiesta
Per fortuna
ci sei tu
una scrittrice. Senza le figure di sostegno sarebbe
stato impensabile. Se vogliono tagliare le ore, trovino sponsor o escamotage: ma non si deve risparmiare così!». I genitori però sono anche quelli che
hanno ritirato i figli da una classe con un alunno
autistico (è successo in una prima elementare vicino
a Napoli). «No, quelli sono i veri diversamente abili». Elena è tosta e non si ferma. Neanche quando
l’ascensore della scuola è rotto, Rebecca non può
andar in classe e lei, in ufficio, urla al telefono per
cercare un tecnico.
Le porte dei conti. E allora ecco i prof, quelli del
«E io non cambio mestiere» sottotitolo del libro
Il sostegno è un caos calmo (Erickson edizioni).
«Siamo più di 100.000 e rappresentiamo il luogo
sociale più inclusivo», puntualizza l’autore, Carlo
Scataglini, docente di sostegno da 24 anni all’Aquila. Porte aperte, e sorrisi, per tutti. «Non so
come finirà. Lo Stato promette 20.000 immissioni
in ruolo in tre anni per creare stabilità, ma poi
taglia le ore e affida più disabili a un solo prof che
dovrà dividersi tra loro. I genitori fanno ricorso,
vincono e allo Stato che voleva risparmiare tocca
pagare anche spese processuali e danni psicologici». Quale riforma allora? «Serve una formazione
continua e solida. Magari un concorso solo per
questi docenti». La new entry si chiama invece
“bes”. «È una categoria di studenti con bisogni
educativi speciali: dislessia, deficit dell’attenzione
ma anche lo straniero appena arrivato. Incredibile! A gestirla dov rebbe essere l’insegnante di materia in classe con piani personalizzati, non noi. Immagina come si lavora così?». No, e forse neanche
i genitori che tra una riforma e l’altra farebbero
di tutto per tenere in aula un figlio fino a 26 anni.
La carica dei caregiver. Fuori, appunto. Durano
poche ore, bene che vada, ma ci sono i sorrisi,
le passeggiate con gli operatori dei servizi sociali.
Una mappa che sembra uno scarabocchio a fronte
di quel che servirebbe a tutti. Alla nonna di Arianna, per esempio, il centro diurno garantisce per
Edoardo solo il bus per l’andata un pomeriggio, e
solo per il ritorno l’altro. Ma anche una delle più
90
antiche onlus lombarde come
«I genitori che
la Fondazione Sacra Famiglia
hanno ritirato
di Cesano Boscone (7 filiali,
i figli da una
oltre 2.000 dipendenti e 2.000
classe con un
pazienti) se avesse più soldi
attiverebbe di corsa collaboraalunno autistico?
zioni con le scuole e i familiari
Sono loro i veri
in casa. Perché servono, altro
“diversamente
che: soprattutto quando comabili”»
pi 18 anni e perdi tutti i servizi
(se non inizi a pagarli). Servono
ma i tagli alla Sanità sono accette. «Siamo pagati
6,50 euro netti all’ora. Un problema per le famiglie
dei pazienti che devono pagarsele a 20 euro l’ora
se le vogliono, e anche per i nostri stipendi». Roberto Viola, 46 anni, lavora da otto per una cooperativa di Perugia finanziata dalla Regione con 180
assunti. Ha iniziato per caso, dopo aver fatto mille
altri lavori. «È la prima volta che non ho voglia di
cambiare. Le mie 36 ore settimanali le divido con
un ragazzo down, a casa di un giovane in coma
da 12 anni e con un ex paziente psichiatrico». A
sentirlo parlare, lo invidi. Pensa che tutti dovremmo trascorrere nella vita una settimana in famiglia
con un disabile. «Sono maestri della semplicità. Che
bello se il mondo fosse come loro».
G
Attenti
a mio fratello
Milano, un quartiere normale, una scuola,
e due ragazzi che si sono appena trasferiti
con la mamma separata: Matteo, 13 anni,
e suo fratello Guido, di un anno più grande,
ritardato e in carrozzina. Per Matteo,
appassionato di supereroi, è l’occasione
per inventarsi una nuova vita, in cui tenere
nascosta l’esistenza di quel fratello che lo
mette in imbarazzo. Cadrà nella rete dei
“cattivi”, ma nel momento più critico l’aiuto
arriverà da dove meno se l’aspetta. E sarà
lieto fine. Contro i cattivi funziona di
Massimo Canuti, Instar Libri, pp. 137, ¤ 12.