Test gioia Dicembre 2013 | Page 90

inchiesta Per fortuna ci sei tu una scrittrice. Senza le figure di sostegno sarebbe stato impensabile. Se vogliono tagliare le ore, trovino sponsor o escamotage: ma non si deve risparmiare così!». I genitori però sono anche quelli che hanno ritirato i figli da una classe con un alunno autistico (è successo in una prima elementare vicino a Napoli). «No, quelli sono i veri diversamente abili». Elena è tosta e non si ferma. Neanche quando l’ascensore della scuola è rotto, Rebecca non può andar in classe e lei, in ufficio, urla al telefono per cercare un tecnico. Le porte dei conti. E allora ecco i prof, quelli del «E io non cambio mestiere» sottotitolo del libro Il sostegno è un caos calmo (Erickson edizioni). «Siamo più di 100.000 e rappresentiamo il luogo sociale più inclusivo», puntualizza l’autore, Carlo Scataglini, docente di sostegno da 24 anni all’Aquila. Porte aperte, e sorrisi, per tutti. «Non so come finirà. Lo Stato promette 20.000 immissioni in ruolo in tre anni per creare stabilità, ma poi taglia le ore e affida più disabili a un solo prof che dovrà dividersi tra loro. I genitori fanno ricorso, vincono e allo Stato che voleva risparmiare tocca pagare anche spese processuali e danni psicologici». Quale riforma allora? «Serve una formazione continua e solida. Magari un concorso solo per questi docenti». La new entry si chiama invece “bes”. «È una categoria di studenti con bisogni educativi speciali: dislessia, deficit dell’attenzione ma anche lo straniero appena arrivato. Incredibile! A gestirla dov rebbe essere l’insegnante di materia in classe con piani personalizzati, non noi. Immagina come si lavora così?». No, e forse neanche i genitori che tra una riforma e l’altra farebbero di tutto per tenere in aula un figlio fino a 26 anni. La carica dei caregiver. Fuori, appunto. Durano poche ore, bene che vada, ma ci sono i sorrisi, le passeggiate con gli operatori dei servizi sociali. Una mappa che sembra uno scarabocchio a fronte di quel che servirebbe a tutti. Alla nonna di Arianna, per esempio, il centro diurno garantisce per Edoardo solo il bus per l’andata un pomeriggio, e solo per il ritorno l’altro. Ma anche una delle più 90 antiche onlus lombarde come «I genitori che la Fondazione Sacra Famiglia hanno ritirato di Cesano Boscone (7 filiali, i figli da una oltre 2.000 dipendenti e 2.000 classe con un pazienti) se avesse più soldi attiverebbe di corsa collaboraalunno autistico? zioni con le scuole e i familiari Sono loro i veri in casa. Perché servono, altro “diversamente che: soprattutto quando comabili”» pi 18 anni e perdi tutti i servizi (se non inizi a pagarli). Servono ma i tagli alla Sanità sono accette. «Siamo pagati 6,50 euro netti all’ora. Un problema per le famiglie dei pazienti che devono pagarsele a 20 euro l’ora se le vogliono, e anche per i nostri stipendi». Roberto Viola, 46 anni, lavora da otto per una cooperativa di Perugia finanziata dalla Regione con 180 assunti. Ha iniziato per caso, dopo aver fatto mille altri lavori. «È la prima volta che non ho voglia di cambiare. Le mie 36 ore settimanali le divido con un ragazzo down, a casa di un giovane in coma da 12 anni e con un ex paziente psichiatrico». A sentirlo parlare, lo invidi. Pensa che tutti dovremmo trascorrere nella vita una settimana in famiglia con un disabile. «Sono maestri della semplicità. Che bello se il mondo fosse come loro». G Attenti a mio fratello Milano, un quartiere normale, una scuola, e due ragazzi che si sono appena trasferiti con la mamma separata: Matteo, 13 anni, e suo fratello Guido, di un anno più grande, ritardato e in carrozzina. Per Matteo, appassionato di supereroi, è l’occasione per inventarsi una nuova vita, in cui tenere nascosta l’esistenza di quel fratello che lo mette in imbarazzo. Cadrà nella rete dei “cattivi”, ma nel momento più critico l’aiuto arriverà da dove meno se l’aspetta. E sarà lieto fine. Contro i cattivi funziona di Massimo Canuti, Instar Libri, pp. 137, ¤ 12.