inchiesta
Accogliere
l’altro
Accessibilità, inclusione, autonomia. Sono
le tre parole cardine di ReaTech 2013
(www.reatechitalia.it), fiera-evento per il
mondo della disabilità che anima Milano
Congressi fino al 12 ottobre. Proprio da
qui è stata lanciata anche la Settimana
dell’inclusione, dedicata alla scuole:
per aiutare bambini e giovani a imparare
ad accogliere “l’altro”, e scoprire che i
diversamente abili sono una risorsa.
Chiamale, se vuoi, inclusioni. In fuga dalla retorica e dall’imbarazzo, il mondo è pronto a spingere
una parola-manifesto: inclusione. A lei, Fieramilanocity dedica la prima rassegna per chi ha esigenze speciali, ReaTech (fino al 12 ottobre, vedi box).
«Ci confronteremo tra esperti, docenti e studenti,
e si ripeterà per tre anni», spiega Francesco Conci,
amministratore delegato di Fiera Congressi Milano. «Iniziamo con una nostra indagine: sa a quante assunzioni porterebbe una classificazione chiara
delle disabilità dei singoli? Una categoria protetta
può essere produttiva. Si parlerà anche della necessità di saper costruire scale di design ma anche
rampe. Il linguaggio sarà quello dello sport, grazie
alla presenza di campioni paralimpici».
Un privilegio chiamato scuola. Dietro le parole,
le cifre: 4 milioni. Tanti sono i disabili in Italia, e
tante le storie. Che rimangono uniche, ovvio, ma
che alla fine passano tutte da lì: la scuola, il luogo
che ne accoglie 210.000. «Quella pubblica? Meravigliosa», taglia corto Elena Muserra, madre
di Rebecca, otto anni, affetta da Sma e con una
disabilità motoria al 100 per cento. «Rebecca frequenta la terza elementare a Milano, ha sempre
avuto grandi insegnanti. Non ha mai pianto prima di entrare in classe, è integrata, il pomeriggio
studia canto, inglese o assiste l’insegnante nelle
gare di judo. Socializza con tutti, vuol diventare
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Farò la scrittrice
Rebecca, otto anni,
affetta da Sma,
con mamma Elena.
Nonostante la sua
disabilità motoria al
100 per cento, grazie
alle figure di sostegno
presenti nella sua
scuola (pubblica), vive
un’esperienza di totale
e felice integrazione.
«Rebecca ha tanti amici!»