how to do
cosa cambiare ogni
5 anni
I classici di ogni giorno. Ma attenzione, la
faccenda è più complessa di quanto non sembri:
un pezzo a scadenza quinquennale presuppone
un acquisto ragionevolmente ponderato, una
qualche forma di affezione e, di conseguenza, una
certa ritrosia al turn-over. La rosa delle scelte si
riduce a pochi elementi: tendenzialmente, quelli
che per logorìo e sfiancamento vanno a un certo
punto sostituiti. Ci rientrano i basic da ufficio:
la décolletée nera, il pantalone con le pinces, il
cappello in feltro a tesa larga. Ma anche la tote
senza nome proprio, il pull misto cachemire e il
cappotto di buona marca comprato in saldo.
Il tutto né troppo anonimo, né troppo connotato.
Insomma, lo zoccolo duro del vostro guardaroba.
cosa cambiare ogni
6 mesi
Tutto quello che per voi è passione. Ma tenete
d’occhio il budget, considerato che quanto più
una tendenza è marcata, tanto più la si nota e, di
conseguenza, stanca a partire dalla seconda volta
in cui la la si mette. Insomma, avrà pure scadenza
semestrale, ma anche lo shopping compulsivo va
comunque minimamente ragionato. Più che su
veri e propri capi spalla, pertanto, vale la pena di
puntare sulle stampe di tendenza (quest’autunno,
lo scozzese), su un accessorio di punta (l’anfibio
da biker), sulla borsa più cool (l’effetto tappeto
spopola, v. pag. 33). E, in generale, sul mood grunge,
una garanzia. Con piccoli pezzi da sciorinare ad
effetto, per dare un benefico scossone ai capi di
cui al punto precedente, o da mixare, come un
tratto d’evidenziatore, ai pezzi forti di cui al punto
seguente. L’importante è non passare inosservate.
Tanto, poi, l’usato si rivende (millesimestory.com).
cosa tenere
forever
I pezzi “forti”. Dai grandi classici alle follie che,
dopo anni, si trasformano in introvabili reperti
vintage. Rientrano nella categoria il cappotto
cammello di Max Mara, il foulard e/o la borsa
Hermès, la robe noir di Chanel e la valigia Louis
Vuitton. Le zeppe di Ferragamo e i mocassini
con morsetto di Gucci, ma anche un bel Rolex o
un panama di Borsalino. Insomma, i cosiddetti
cult. I pezzi per cui le signore di tutto il mondo si
mettono in coda e aspettano mesi prima di averli.
L’acquirente tipo, secondo me, è una ex collega,
inconsapevolmente (e irresistibilmente) snob, a
cui, tempo fa, chiesi: «Di chi sono quelle magnifiche
scarpe?». «Un modello su misura di Prada», rispose.
«Di calzolai così ne sono rimasti pochi».
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