adolescenti
Inguaribili romantici
Ardit e Clarissa sembrano Giulietta e Romeo, ma che ne sanno poi dell’amore?
«Un po’ recitano», sospira Pellegrini,
«perché fino a un certo punto, per loro,
l’amore è una cosa vista in tv, invocata
nelle canzoni. Poi succede qualcosa di inarrestabile, la prima cotta, e rimbecilliscono letteralmente. Sono promiscui ma
non sessualmente, cambiano spesso partner, si stancano, poi ricominciano. Ma
quando davvero si innamorano tendono
a essere monogami».
Tribù metropolitane
«Emo, punkabbestia esistono ancora, ma
cambia tutto più velocemente. Più che
come ti vesti è quello che ti fai al corpo
che conta: tatuaggi, piercing, cose permanenti. Hanno bisogno di simboli che testimonino un’aderenza a un modello che
non c’è, che li identifichi. Per questo l’appartenenza è più sfumata: puoi vedere un
rasta che ascolta heavy metal o altre cose
bizzarre. E tutto nasce e si consuma in
fretta. Come i rapporti sui social network.
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Così vicini così lontani
«Lo spunto letterario è stato proprio
quello di ritrovare tensione tra mondi
separati da una sorta di frattura che
attraversa la società: l’Itsos e il Berchet, i poveri e i ricchi, gli stranieri e
gli italiani. È terribile che non si incontrino più: la nostra società sta tornando a essere aristocratica. E invece
abbiamo bisogno di crescere tutti insieme. Non serve a un accidente che
il tre per cento degli studenti dei classici troneggi nei consigli di amministrazione di mezzo mondo. Soprattutto non serve ai ragazzi. Che l’hanno
G
capito molto prima di noi.
L’antiMoccia
Per l’immediato effetto-passaparola,
Bella zio (Rizzoli), storia d’amore tra
ragazzini che commuove e fa
ridere, è già valso all’autore il titolo
di “antiMoccia”. Perché
l’ambientazione milanese si
contrappone a quella romana
dell’autore di Tre metri sopra il cielo
e per il taglio, forse più “sociale”.
Marco Pellegrini ringrazia: «Non
conosco Federico Moccia, ma ho
visto molti miei studenti leggere i
suoi libri. Questo per me è già un
grande titolo di merito».
TeNdaNce Floue/luzPhoTo
cordone. E quando si sentono forti a
sufficienza, ti digeriscono».