adolescenti
«Per testare il romanzo ogni tanto lo leggevo ai ragazzi. Che
alla fine si sono riconosciuti: “Ehi prof, ma questo spacca!”»
Lievissimi, purissimi
Far breccia nella loro attenzione non è
difficile come sembra, assicura Pellegrini,
che per la verità è un un prof molto appassionato del suo lavoro. «Sono puri,
incontaminati, hanno una specie di integrità anche nei comportamenti negativi.
Ma il bello di avere 16 anni è che puoi
sempre venirne fuori. Se poi sei gasato e
li coinvolgi in un progetto, si buttano con
generosità, senza calcoli.
Setacciatori di verità
«Quando tra te e loro passa qualcosa
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lo senti: è come a un concerto. C’è il
silenzio, l’attenzione. E può accadere
per ogni cosa: anche Manzoni o Bulgakov. Basta che ci sia verità. Per quella hanno una specie di radar. Sicché,
durante la stesura ne ho approfittato,
testando qualche passaggio del romanzo: “Ehi, c’è questo nuovo autore, vediamo come butta”, abbozzavo.
Ero terrorizzato, se qualcosa non gli
piace, la massacrano senza tanti complimenti. E invece ha funzionato:
“Prof, ma questa spacca!”. Mi hanno
dato forza, coraggio».
Modelli e cordoni ombelicali
«Il primo punto di riferimento per loro
dovrebbe essere la scuola, che però è
stata depredata. Come è ovvio, si lasciano condizionare dagli stereotipi, il
machismo, le donne veline, i marchi.
Ne sono martellati, massacrati, ma non
è colpa loro: chi devono imitare? Ai
personaggi pubblici non è più richiesta
la dignità. E non possono nemmeno
fare i rivoluzionari: gli tocca vivere in
un periodo che non consente più di protestare insieme. Quindi ti succhiano
quello che hai da dargli e recidono il
tendance floue/luzphoto
te un complimento né un richiamo di
parentela, e se ti definiscono bimbominkia, devi cominciare a preoccuparti. «Da ex musicista il loro intercalare
mi affascina», spiega Pellegrini, «ha
una certa coerenza metrica. Ha ritmo,
musica: non a caso sono dei maghi nel
freestyle. A volte entro in classe e li
sfido sugli endecasillabi. “Prof, figata!”, reagiscono vagamente sorpresi.
Dopo una settimana mi battono tutti».