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sono, ma so che mi piace andare oltre me stessa. Faccio
questo mestiere per essere tante donne diverse», dice sorseggiando un thé au lait.
È così naturale e credibile nel suscitare il desiderio maschile e femminile, che suppongo abbia un ottimo rapporto col
suo corpo e il suo potere di seduzione...
Un giorno mi trovo carina, quello dopo sono così depressa
che non uscirei di casa. E per quanto riguarda il mio potere di seduzione (ride, ndr) penso migliori col tempo. Quando un ragazzo mi attrae non è più come prima, che mi
bloccavo perché mi dicevo «Non gli piacerò mai».
L’ho fatto oggi che ho 28 anni, che mi sento una donna e
non più una ragazzina. È stata un’esperienza estrema, unica, per cui ho anche vomitato e subìto, non dico delle violenze… ma mi sono sentita manipolata. Al di là delle scene
di sesso – i nostri corpi erano coperti da guaine e non abbiamo fatto l’amore sul serio – il regista ci ha fatto stare
nude sul set per giorni. Urlava: «Non voglio erotismo, da
voi: voglio la vostra bellezza».
Con una regista non si sarebbe sentita manipolata?
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Questo significa che un film come La vie d’Adèle, con le sue
scene di sesso lunghe e senza censure, non l’avrebbe potuto fare, diciamo, cinque anni fa?