seneparla
Ex mafiosi
Michelle
Pfeiffer, Robert
De Niro,
Dianna Agron
e John D’Leo
in Malavita,
dal 17 ottobre
al cinema,
tratto dal libro
di Tonino
Benacquista.
Domanda: che c’entra
la famosa borsa Kelly
con questo collier?
La risposta è Petit H,
linea ecocompatibile
di Hermès, realizzata
coi prodotti di recupero
di pezzi storici della
maison parigina.
tonino Benacquista
con de niro
50
Niro & Pfeiffer, e dei loro due figli
particolarmente “vivaci”, e quello
degli agenti dell’Fbi che sono lì per
proteggerli: si detestano, ma sono
obbligati praticamente a convivere.
Il loro rapporto regala alla commedia
parecchie situazioni esilaranti.
Cosa ha pensato quando Besson le
ha proposto di farne un film?
Prima di lui mi avevano già contattato
diversi produttori. Ma Besson aveva
dalla sua questo cast strepitoso e
credibile, e come produttore niente
meno che Scorsese. Soprattutto, era
nelle condizioni di propormi un film
che potesse uscire sia in Francia che
negli Stati Uniti. Questo era un aspetto
decisivo, per quel tipo di storia.
Perché non ha partecipato alla
sceneggiatura?
Uno scrittore non dovrebbe mai
collaborare all’adattamento di un suo
romanzo. Ho lasciato volentieri quel
lavoro a Besson, che è stato molto
fedele al romanzo e ha messo
in scena le cose per me essenziali.
In Francia Malavita ha avuto
un seguito in libreria, ci dà
un’anticipazione?
Ritroverete i Manzoni nel Sud della
Francia: non dirò di più, se non che
ciascuno dei quattro ha ormai una
sua vita autonoma. Si riuniscono tutti
insieme per una festa di famiglia e...
Vedremo al cinema anche questo?
Quanto corre!
Ilaria Solari
Miley Cyrus in Wrecking ball.
Cara Miley...
«Hai talento, non lasciare che
l’industria della musica faccia
di te una prostituta!». È la frase più
forte della lettera di Sinead O’Connor
a Miley Cyrus, parecchio impegnata
a dare scandalo. Cosa ha spinto la
cantautrice a uscire allo scoperto?
Il fatto che Miley abbia dichiarato di
essersi ispirata al video di Nothing
compares 2 u per il suo Wrecking ball.
L’ex Hannah Montana non l’ha presa
bene, e ora le due battibeccano
sui social. Come finirà? G.G.
STARSTOCk/SINTeSI
«Le dirò, che i coniugi Manzoni
abbiano al cinema le facce leggendarie
di Michelle Pfeiffer e Robert De Niro
è per me un regalo insperato. Un
miracolo», è la divertita confessione
di Tonino Benacquista, scrittore
francese di origini italiane, autore di
Cose nostre - Malavita (Ponte alle
Grazie), bestseller che ha ispirato il
film omonimo diretto da Luc Besson
e prodotto da Martin Scorsese, nelle
sale dal 17 ottobre. «Quando De Niro
appare sullo schermo non c’è bisogno
di chiedersi se sia adatto a interpretare
un gangster noto e ricercato. Lui è,
con rispetto parlando, il gangster».
Li immaginava così, i Manzoni?
Quando scrivo un romanzo non
immagino facce e scenografie, ma
parole e situazioni. Volevo scrivere
la storia di un pentito, un vecchio
capo mafioso americano che, sotto
la copertura del programma di
protezione dei testimoni, cerca con
la sua famiglia di adattarsi a una vita
normale, fuori dal suo territorio, in un
paesino sconosciuto della Normandia.
Mi interessava raccontare che cosa fa
tutto il giorno, come se la cavano i suoi
figli a scuola, cosa mangiano e come
fronteggiano i problemi quotidiani.
Quelli e anche un certo agente Fbi,
interpretato da Tommy Lee Jones.
In effetti ci sono due famiglie nel film,
legate da un ambiguo rapporto di
conflitto e solidarietà: il clan di De
Sinead O’Connor in Nothing compares 2 u.