Test gioia Dicembre 2013 | Seite 50

seneparla Ex mafiosi Michelle Pfeiffer, Robert De Niro, Dianna Agron e John D’Leo in Malavita, dal 17 ottobre al cinema, tratto dal libro di Tonino Benacquista. Domanda: che c’entra la famosa borsa Kelly con questo collier? La risposta è Petit H, linea ecocompatibile di Hermès, realizzata coi prodotti di recupero di pezzi storici della maison parigina. tonino Benacquista con de niro 50 Niro & Pfeiffer, e dei loro due figli particolarmente “vivaci”, e quello degli agenti dell’Fbi che sono lì per proteggerli: si detestano, ma sono obbligati praticamente a convivere. Il loro rapporto regala alla commedia parecchie situazioni esilaranti. Cosa ha pensato quando Besson le ha proposto di farne un film? Prima di lui mi avevano già contattato diversi produttori. Ma Besson aveva dalla sua questo cast strepitoso e credibile, e come produttore niente meno che Scorsese. Soprattutto, era nelle condizioni di propormi un film che potesse uscire sia in Francia che negli Stati Uniti. Questo era un aspetto decisivo, per quel tipo di storia. Perché non ha partecipato alla sceneggiatura? Uno scrittore non dovrebbe mai collaborare all’adattamento di un suo romanzo. Ho lasciato volentieri quel lavoro a Besson, che è stato molto fedele al romanzo e ha messo in scena le cose per me essenziali. In Francia Malavita ha avuto un seguito in libreria, ci dà un’anticipazione? Ritroverete i Manzoni nel Sud della Francia: non dirò di più, se non che ciascuno dei quattro ha ormai una sua vita autonoma. Si riuniscono tutti insieme per una festa di famiglia e... Vedremo al cinema anche questo? Quanto corre! Ilaria Solari Miley Cyrus in Wrecking ball. Cara Miley... «Hai talento, non lasciare che l’industria della musica faccia di te una prostituta!». È la frase più forte della lettera di Sinead O’Connor a Miley Cyrus, parecchio impegnata a dare scandalo. Cosa ha spinto la cantautrice a uscire allo scoperto? Il fatto che Miley abbia dichiarato di essersi ispirata al video di Nothing compares 2 u per il suo Wrecking ball. L’ex Hannah Montana non l’ha presa bene, e ora le due battibeccano sui social. Come finirà? G.G. STARSTOCk/SINTeSI «Le dirò, che i coniugi Manzoni abbiano al cinema le facce leggendarie di Michelle Pfeiffer e Robert De Niro è per me un regalo insperato. Un miracolo», è la divertita confessione di Tonino Benacquista, scrittore francese di origini italiane, autore di Cose nostre - Malavita (Ponte alle Grazie), bestseller che ha ispirato il film omonimo diretto da Luc Besson e prodotto da Martin Scorsese, nelle sale dal 17 ottobre. «Quando De Niro appare sullo schermo non c’è bisogno di chiedersi se sia adatto a interpretare un gangster noto e ricercato. Lui è, con rispetto parlando, il gangster». Li immaginava così, i Manzoni? Quando scrivo un romanzo non immagino facce e scenografie, ma parole e situazioni. Volevo scrivere la storia di un pentito, un vecchio capo mafioso americano che, sotto la copertura del programma di protezione dei testimoni, cerca con la sua famiglia di adattarsi a una vita normale, fuori dal suo territorio, in un paesino sconosciuto della Normandia. Mi interessava raccontare che cosa fa tutto il giorno, come se la cavano i suoi figli a scuola, cosa mangiano e come fronteggiano i problemi quotidiani. Quelli e anche un certo agente Fbi, interpretato da Tommy Lee Jones. In effetti ci sono due famiglie nel film, legate da un ambiguo rapporto di conflitto e solidarietà: il clan di De Sinead O’Connor in Nothing compares 2 u.