seneparla
geek c’est chic!
il nostro (super)eroe
clark kent, prototipo
nerd ante litteram.
si noti l’aria rapita di lei.
ex maghetto a destra, daniel radcliffe
alias allen ginsberg in giovani ribelli
(al cinema il 17 ottobre). sotto, occhiali
da intellettuale, lanvin.
Gli stilisti, con la lungimiranza che li contraddistingue,
avevano già fiutato la tendenza a giugno. Portando in
passerella il prototipo del giovanotto, che − si prevede − sarà il
campione d’eleganza nel 2014: il cervellone della classe, quello
col pulloverino a rombi, il giubbotto un po’ rigido e i pantaloni
un dito troppo corti. Ora c’è il puntuale film in arrivo a
confermarlo, Jobs (in Italia il 14 novembre): con Ashton
Kutcher, ex toy-boy di Demi Moore, una predisposizione
modaiola fin da tempi non sospetti (ricordate i suoi
improbabili maxicardigan da eterno studente?), impegnato
a onorare la figura del grande Steve (Jobs, appunto), sulle
cui doti intellettual-imprenditoriali non avevamo dubbi, ma
sulle cui mise da studente mai cresciuto ebbene sì, di dubbi
ne avevamo parecchi. Il suo modello, quello del secchione
impacciato, è stato sdoganato dal solito anglismo: nerd. Un
termine non nuovo, visto che già nel lontano 1984 uscì un
memorabile b-movie a tema: La rivincita dei nerd. Ora, però,
è tornato in auge, insieme ai più aggiornati geek (secchione)
e dork (secchione e pure sfigato): “qualità” personali che
trent’anni fa facevano arrossire chiunque ne venisse accreditato
e che oggi impazzano sulle T-shirt dei teenagers. La domanda,
quindi, sorge spontanea: cos’è cambiato in questi decenni?
C’è stata la rivoluzione digitale, Watson. Quella che ha reso
comune l’uso della tecnologia più avanzata alle masse e che,
viceversa, ha reso sfigato chiunque non sapesse metterci le
mani. Senza contare che il nerd è il classico esempio di bruco
che, nella maggior parte dei casi, si trasforma in farfalla,
ovvero da ragazzino brufoloso in brillante capitano d’azienda
(spesso con un sogno peace and love ancora irrealizzato, causa
eccessiva dedizione allo studio, nel cassetto). Insomma, è
quel che si dice un bel bocconcino. Non solo per noi ragazze,
ma anche per gli stilisti, attratti dal suo sostanzioso potere
d’acquisto e dal fatto che importanti
agenzie pubblicitarie, come la
britannica Inferno, ritengano ormai
quattro volte più attraente una persona
intelligente rispetto a una ben vestita.
Non a caso, anche il celebre Oxford
dictionary ha inserito la voce geek-chic
fra i suoi neologismi...
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Il compagno secchione? Al cinema,
e nei cuori femminili, ha stracciato
il macho d’ordinanza. Noi di Gioia!
di Federica Fiori
ci siamo chieste il perché
trunk archive / contrasto
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