3
passaparola libri
bollenti
Sixties
domande a
Binyavanga
Wainaina
di Paola Maraone
«Qui vi racconto il mio
Kenya», dice l’autore,
pluripremiato e sorpreso:
«Sono una rivelazione
anche per me stesso»
In realtà un’autobiografia, Un giorno
scriverò di questo posto è il folgorante
debutto di Binyavanga Wainaina, madre
ugandese e padre kenyota. La sua Africa
è come non siamo abituati a pensarla.
Protagonista un bambino, lui, che
racconta piacere, dolore e quel che ci
gira attorno: «La musica crea interi
mondi da vite che intere non sono.
È come piangere e pisciare e ridere,
promette di trasportare via tutto,
comprese le parti di te che insieme
non funzionano».
Lei promette di spiegarci quali sono
davvero i problemi del suo Paese.
In Kenya ci sono 43 micronazioni che
Leonardo cendamo/rosebud 2
Il padre
infedele di Antonio
Scurati, Bompiani,
pp. 188, € 17. educazione
sentimentale al contrario:
l’evoluzione di un maschio à
rebours, la storia del suo matrimonio
dalla passione al disamore, la paternità
come task a tratti terrorizzante,
sufficiente a spingere il protagonista (di
mestiere chef, oggi di moda) a
incrociare le sue frustrazioni con le
decine (!) di donne pronte a buttarglisi
tra le braccia, colf compresa. Un po’
triste, un po’ vero, nessuna delle due
cose fino in fondo. P.M.
Un giorno scriverò di
questo posto, di Binyavanga
Wainaina, 66th
and 2nd, pp. 291, € 18.
non manca certo il ritmo
all’opera prima di Kelsey moore,
da 20 anni violoncellista alla
chicago Philarmonic orchestra,
che qui snocciola accattivante,
lieve e ironico la storia di tre
amiche (afro) nell’Indiana
dei bollenti sixties, epoca
di impegno sociale (fine della
segregazione) e di musica,
quella delle supremes, band
idolo. L’autore confida che
quando lui aveva quattro anni,
al pranzo della domenica, zie
e nonne imbastivano racconti
e pettegolezzi (proprio come le
tre del libro), che lui orecchiava
attentamente. che memoria.
Ornella Ferrarini
hanno chiesto di entrare in un’unica
nazione. La domanda è: quanto ci
fidiamo del nostro futuro?
Come definirebbe questo momento?
Tremendo e meraviglioso. Il tribalismo
è una ricchezza, e assieme un problema.
Dà timori e speranze.
La musica ha un ruolo rilevante.
È un collante universale. Che meraviglia,
se potessi passare la vita ad abitare le
forme, i suoni e le abitudini degli altri.
Il bambino nel paese
dei canguri di Gilles Paris,
Piemme, pp. 233, € 15. immaginate di
avere nove anni e di trovare il papà chiuso
nella lavastoviglie, mentre la mamma è in
trasferta di lavoro in Australia. la voce
narrante dello scolaretto parigino Simon
racconta, con tenerezza impotente, il padre
che sprofonda nella
depressione. Quasi una
favola, con molta verità
(l’autore ha conosciuto
la malattia) e poche
sbavature sentimentali,
riscattate da un bel
finale a sorpresa. M.C.
Domenica con le Supremes, di Edward
K. Moore, Mondadori, pp. 319, € 17.
Zona uno
di Colson Whitehead,
Einaudi, pp. 320, € 18.
Strano pensare a un autore
come Whitehead alle prese
con un romanzo popolato da
zombie e ambientato in una
new York quasi deserta, dopo l’epidemia che
ha infettato il 95 per cento della popolazione
mondiale. Però, pur con i riferimenti classici
a la notte dei morti viventi, Zona uno
è in fondo un omaggio alla città amata dallo
scrittore, e, assieme, una riflessione sul
male, che alberga (soprattutto in situazioni
estreme) pure tra amici, colleghi e vicini
di casa. Pauroso, ma necessario. S.G.
163