Test gioia Dicembre 2013 | Page 163

3 passaparola libri bollenti Sixties domande a Binyavanga Wainaina di Paola Maraone «Qui vi racconto il mio Kenya», dice l’autore, pluripremiato e sorpreso: «Sono una rivelazione anche per me stesso» In realtà un’autobiografia, Un giorno scriverò di questo posto è il folgorante debutto di Binyavanga Wainaina, madre ugandese e padre kenyota. La sua Africa è come non siamo abituati a pensarla. Protagonista un bambino, lui, che racconta piacere, dolore e quel che ci gira attorno: «La musica crea interi mondi da vite che intere non sono. È come piangere e pisciare e ridere, promette di trasportare via tutto, comprese le parti di te che insieme non funzionano». Lei promette di spiegarci quali sono davvero i problemi del suo Paese. In Kenya ci sono 43 micronazioni che Leonardo cendamo/rosebud 2 Il padre infedele di Antonio Scurati, Bompiani, pp. 188, € 17. educazione sentimentale al contrario: l’evoluzione di un maschio à rebours, la storia del suo matrimonio dalla passione al disamore, la paternità come task a tratti terrorizzante, sufficiente a spingere il protagonista (di mestiere chef, oggi di moda) a incrociare le sue frustrazioni con le decine (!) di donne pronte a buttarglisi tra le braccia, colf compresa. Un po’ triste, un po’ vero, nessuna delle due cose fino in fondo. P.M. Un giorno scriverò di questo posto, di Binyavanga Wainaina, 66th and 2nd, pp. 291, € 18. non manca certo il ritmo all’opera prima di Kelsey moore, da 20 anni violoncellista alla chicago Philarmonic orchestra, che qui snocciola accattivante, lieve e ironico la storia di tre amiche (afro) nell’Indiana dei bollenti sixties, epoca di impegno sociale (fine della segregazione) e di musica, quella delle supremes, band idolo. L’autore confida che quando lui aveva quattro anni, al pranzo della domenica, zie e nonne imbastivano racconti e pettegolezzi (proprio come le tre del libro), che lui orecchiava attentamente. che memoria. Ornella Ferrarini hanno chiesto di entrare in un’unica nazione. La domanda è: quanto ci fidiamo del nostro futuro? Come definirebbe questo momento? Tremendo e meraviglioso. Il tribalismo è una ricchezza, e assieme un problema. Dà timori e speranze. La musica ha un ruolo rilevante. È un collante universale. Che meraviglia, se potessi passare la vita ad abitare le forme, i suoni e le abitudini degli altri. Il bambino nel paese dei canguri di Gilles Paris, Piemme, pp. 233, € 15. immaginate di avere nove anni e di trovare il papà chiuso nella lavastoviglie, mentre la mamma è in trasferta di lavoro in Australia. la voce narrante dello scolaretto parigino Simon racconta, con tenerezza impotente, il padre che sprofonda nella depressione. Quasi una favola, con molta verità (l’autore ha conosciuto la malattia) e poche sbavature sentimentali, riscattate da un bel finale a sorpresa. M.C. Domenica con le Supremes, di Edward K. Moore, Mondadori, pp. 319, € 17. Zona uno di Colson Whitehead, Einaudi, pp. 320, € 18. Strano pensare a un autore come Whitehead alle prese con un romanzo popolato da zombie e ambientato in una new York quasi deserta, dopo l’epidemia che ha infettato il 95 per cento della popolazione mondiale. Però, pur con i riferimenti classici a la notte dei morti viventi, Zona uno è in fondo un omaggio alla città amata dallo scrittore, e, assieme, una riflessione sul male, che alberga (soprattutto in situazioni estreme) pure tra amici, colleghi e vicini di casa. Pauroso, ma necessario. S.G. 163