Software, intelligenza artificiale e nuovi modelli di integrazione stanno ridefinendo il ruolo del robot in fabbrica. Dal Forum Robotica Innovativa emerge una visione condivisa: il valore dell’ automazione non risiede più soltanto nelle prestazioni della macchina, ma nella capacità dell’ intero sistema di adattarsi ai processi, dialogare con gli operatori e rispondere con flessibilità alle esigenze del manifatturiero.
La robotica cambia pelle
Software, intelligenza artificiale e nuovi modelli di integrazione stanno ridefinendo il ruolo del robot in fabbrica. Dal Forum Robotica Innovativa emerge una visione condivisa: il valore dell’ automazione non risiede più soltanto nelle prestazioni della macchina, ma nella capacità dell’ intero sistema di adattarsi ai processi, dialogare con gli operatori e rispondere con flessibilità alle esigenze del manifatturiero.
di Davide Davò e Maria Bonaria Mereu
Per molti anni il valore di un sistema robotizzato è stato misurato attraverso parametri ben definiti: velocità, precisione, ripetibilità, capacità di carico. Caratteristiche che continuano a rappresentare il fondamento della robotica industriale ma che, da sole, non bastano più a spiegare l’ evoluzione in atto nel settore. Oggi il vero cambiamento si gioca altrove. Nella capacità dei robot di comprendere il contesto in cui operano, adattarsi alle variazioni del processo produttivo, dialogare con altri sistemi di fabbrica e semplificare il lavoro degli operatori. In altre parole, il baricentro dell’ innovazione si sta progressivamente spostando dall’ hardware all’ intelligenza del sistema. È questa la riflessione che accomuna le testimonianze raccolte durante il Forum Robotica Innovativa, evento organizzato da Tecnologie Meccaniche e TecnoLamiera che si è svolto lo scorso il 18 giugno presso il Kilometro Rosso di Bergamo. Pur affrontando ambiti applicativi differenti che spaziano dalla saldatura alla logistica, dal controllo qualità, fino alla cybersecurity, e coinvolgendo varie tecnologie di automazione come robot antropomorfi, AMR e robot umanoidi, le aziende hanno delineato un quadro sorprendentemente coerente.
Le relazioni tecniche, presentate nel corso di una sessione moderata da Davide Davò, Coordinatore Editoriale di Tecnologie Meccaniche, sono state arricchite dalle interviste agli esperti delle aziende partecipanti realizzate da Maria Bonaria Mereu, giornalista di Tecnologie Meccaniche, offrendo ulteriori spunti di approfondimento sui temi trattati. Il robot è un acceleratore di efficienza, ma il suo valore dipende anche dal software che ne governa il comportamento, dai dati che è in grado di elaborare e dalla capacità di inserirsi all’ interno di un ecosistema digitale sempre più complesso.
Il robot non lavora più da solo Le tecnologie digitali, dunque, sono un elemento centrale nella trasformazione della robotica moderna. È qui che oggi si concentra una parte significativa dell’ innovazione, perché è il software a determinare il livello di flessibilità, semplicità di utilizzo e adattabilità di un impianto robotizzato. Un’ opinione condivisa dai vari relatori intervenuto al Forum Robotica Innovativa e supportata con esempi concreti, a partire dai vantaggi derivanti dalla progettazione virtuale dei sistemi di automazione. Come osserva Dario Daprà, Responsabile Marketing di Tiesse Robot | Kawasaki Robotics Italia, la programmazione offline con- sente di realizzare una copia digitale dell’ impianto ancora prima che venga costruito. Simulare il comportamento del robot significa verificare anticipatamente traiettorie, calibrazioni e possibili interferenze, correggendo eventuali criticità quando il sistema è ancora in fase di sviluppo. Il risultato non è soltanto una riduzione dei tempi di avviamento, ma un approccio completamente diverso alla progettazione, nel quale il mondo virtuale anticipa e ottimizza quello reale. Lo stesso principio trova applicazione anche in una fase successiva del processo produttivo, quella della gestione operativa. Roboteco, ad esempio, affronta il tema della crescente carenza di personale qualificato attraverso Welding Navi Plus, evoluzione del software sviluppato per i robot Panasonic dedicati alla saldatura. Come spiega Mattia Mazza, Project Manager Jr di Roboteco Italargon, l’ obiettivo non è sostituire le competenze dell’ operatore, ma renderle più facilmente accessibili. Inserendo pochi dati relativi al pezzo da lavorare, il sistema è in grado di proporre automaticamente i parametri di saldatura più appropriati e di interagire con l’ utilizzatore attraverso un’ interfaccia intuitiva. Una soluzione che accelera il setup dell’ impianto, riduce la dipendenza da figure altamente specializzate e contribuisce a mantenere ele-
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