Tecnologie Meccaniche Settembre 2026 | Page 118

’ ultima parola di Davide Davò

L

Attesa dell’ effetto volano

LA RIPRESA DELL’ AUTOMOTIVE SIGNIFICHEREBBE RIATTIVARE FORNITORI, LAVORAZIONI METALLICHE, MECCANICA, SIDERURGIA E COMPONENTISTICA

Il manifatturiero italiano arriva all’ estate 2026 con un quadro che richiede una serie di cautele nelle strategie da adottare, ma non privo di segnali incoraggianti. I dati Istat di giugno mostrano una produzione industriale in calo dell’ 1 % rispetto a maggio e dello 0,6 % su base annua. Il secondo trimestre, però, chiude con un progresso dello 0,4 % sul primo. Il PMI manifatturiero, acronimo di Purchasing Managers’ Index, pubblicato da S & P Global e Hamburg Commercial Bank( HCOB) resta in area di espansione a 51,3 punti a luglio, ma rallenta rispetto ai 52,2 di giugno. L’ indicatore, costruito sulle risposte dei responsabili degli acquisti delle aziende, segnala infatti un’ attività ancora in crescita quando supera quota 50, ma evidenzia anche qualche primo segnale di debolezza sul fronte della domanda: a luglio i nuovi ordini sono diminuiti per la prima volta in tre mesi e anche quelli dall’ estero hanno registrato una moderata contrazione. Per i comparti in cui il metallo è materia prima, semilavorato o componente, il quadro è interessante. A giugno le esportazioni italiane sono cresciute del 9,8 % su base annua e metalli di base e prodotti in metallo hanno segnato + 25,8 %( dati Istat). Nel primo semestre l’ export è salito del 4,5 % e l’ avanzo commerciale ha raggiunto 24,5 miliardi, contro i 22,8 miliardi del 2025. È la conferma di una competitività estera solida, mentre la produzione interna resta più debole. Dentro questo scenario l’ automotive rappresenta il segnale più evidente di possibile inversione. Nel primo semestre 2026 la produzione italiana di autovetture ha raggiunto circa 167 mila unità, il 26,1 % in più rispetto al 2025; l’ intera filiera automotive è cresciuta del 13,5 %. Anche le immatricolazioni sono aumentate dell’ 8,9 % nei primi sette mesi. Percentuali importanti, ma ancora costruite su una base produttiva molto bassa. Il dato assume un peso maggiore guardando alla Germania, cuore industriale europeo e snodo decisivo per automotive, meccanica, componentistica e lavorazioni metalliche. Nel primo semestre la produzione tedesca di auto è scesa del 3 %, ma a giugno gli ordini manifatturieri sono cresciuti del 3,1 % sul mese e del 6,5 % sull’ anno. La Germania è stata inoltre il principale contributore alla crescita dell’ export italiano, con vendite in aumento del 22,9 %. Per una filiera integrata con quella tedesca, anche in ambiti differenti dall’ automotive come dimostrano le attività di Leonardo, Ansaldo e Feralpi, ogni segnale di riattivazione può produrre un effetto volano trasversale al comparto industriale. La lezione è chiara: la ripresa dell’ automotive significherebbe riattivare fornitori, lavorazioni metalliche, meccanica, siderurgia e componentistica legati alla domanda tedesca. Può trasformare la capacità italiana di esportare e investire in una nuova stagione industriale. È con questa prospettiva che il settore arriva a 35. BI-MU, con la speranza che durante la manifestazione emergano conferme di questi trend. Il quadro resta complesso, ma export, metalli, automotive e segnali dalla Germania autorizzano un cauto ottimismo. Non è ancora la ripresa piena, ma può essere l’ inizio di una nuova stagione.

118 Settembre 2026